Nel mondo non tutti possono stare sul palco. Anzi, diciamoci la verità, il palcoscenico è sempre calcato da pochi attori, la maggior parte delle persone stanno giù a fare il pubblico.

Questo si applica perfettamente anche al mercato del lavoro.

Ci sono lavori in cui si devono gestire persone, avere relazioni gerarchiche, così come esistono dei lavori nei quali si deve solo eseguire. E nel dire questo non voglio dare alcun giudizio di valore, nessuna interpretazione o altro, voglio solo limitarmi ad esprimere un dato di fatto.

Un dato di fatto che ti è fondamentale conoscere per comprendere come posizionarti sul lavoro.

Perché, siamo sinceri, un follower non potrà mai svolgere bene un lavoro da leader, e lo stesso potrà dirsi per il leader: sarà difficile per lui svolgere un lavoro da follower. Per non parlare del fatto di quanto entrambi si sentiranno frustrati nello svolgere ruoli per i quali non sono portati.

Quando ero all’Università uno dei discorsi che sentivo spesso era quello di alcuni miei colleghi di corso. Puoi immaginare come succede: in una pausa al bar, ecco che si fanno discorsi sul futuro e su cosa ci si aspetta dal domani.

Uno dei discorsi che veniva fatto più di frequente da un mio collega era questo: “A me basta trovare un bel lavoro, tipo un lavoro in banca. Io faccio le mie ore e poi quando esco faccio ciò che voglio”.

Si tratta di un discorso che riscuoteva una certa popolarità, per questo restai abbastanza confuso quando, una volta laureato, decise di fare dei colloqui per posizioni dirigenziali.

Ne fece parecchi di colloqui e alla fine venne assunto e lì cominciarono i suoi problemi.

E tu, invece, cosa sei: leader o follower?

Ma soprattutto: sei pronto a ricoprire un ruolo in relazione al tuo essere leader o follower?

Devi sapere che una delle cose che ho notato più di frequente, magari quando dal vivo parlo di questo, è che chi si sente follower ha sempre una reazione un po’ risentita.

È un po’ come se la cosa non gli stesse bene, come se si sentisse non solo giudicato ma anche giudicato in modo negativo.

Il punto è che se non vuoi essere follower ma ancora non sei leader, devi ‘metterti sotto’ e sviluppare le qualità da leader.

Ma quali sono.

In questo articolo voglio presentarti delle risorse che ti aiuteranno ad essere sempre più un leader, in grado di dimostrare le proprie capacità anche in sede di colloquio di selezione.

In primo luogo un leader è in grado di lavorare per obiettivi, che sa portare a termine nei limiti di tempo che si è prefissato. Clicca qui per sapere come riuscire a realizzare i propri obiettivi.

In secondo luogo un leader deve saper comunicare in modo estremamente chiaro, e non solo, con la propria comunicazione deve essere in grado di motivarli quando è necessario. Se vuoi sapere come migliorare la tua comunicazione, clicca qui.

In terzo luogo, un leader deve essere in grado di ascoltare. Questo punto è fondamentale anche per l’aspetto precedente, infatti senza una buona capacità di ascolto risulta impossibile riuscire ad avere una buona comunicazione. L’ascolto attivo non è una dote di molti, il più delle volte va allenata. Se vuoi saperne di più clicca qui.

Quindi non importa che tu sia leader o follower, puoi cambiare questo stato in qualsiasi momento: certo, ci vuole allenamento e forse anche un po’ di sacrificio, ma se qualcosa non ti piace hai il potere di cambiarla già da adesso.

In questo modo, se vuoi un lavoro da leader, ti presenterai davvero preparato al prossimo colloquio, al punto tale che i selezionatori non potranno fare a meno di notare i tuoi cambiamenti.

In più, se vuoi altri trucchi ninja per superare il colloquio di selezione, clicca qui e preparati a scoprire ciò che i selezionatori professionisti non vogliono che tu sappia.

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