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Come cercare lavoro in modo intelligente

4 azioni per pianificare la ricerca di un lavoro

 

Per molti andare alla ricerca di un lavoro è un po’ come sparare alla cieca nella speranza che si possa colpire qualcosa. Una strategia del genere può sicuramente portare (prima o poi) al raggiungimento dell’obiettivo, ma di certo non è una delle più efficaci.

Una strategia di impiego intelligente, infatti, prevede innanzitutto alcune azioni fondamentali per costruire una buona pianificazione:

  1. definire l’obiettivo professionale. Ad esempio puoi chiederti: “A che tipo di lavoro aspiro?” (Es. in una grande azienda, a contatto con il pubblico, all’estero, centrato sulla ricerca, ecc);
  2. individuare il ruolo. Poniti domande come: “Quale ruolo vorrei ricoprire? In quale settore rientra quel ruolo? Quali sono le mie preferenze?”;
  3. fissare i tempi e le scadenze. Puoi ad esempio chiederti: “Quanto tempo mi concedo per mettere in atto la mia strategia? Quanti contatto voglio avviare ogni settimana?”;
  4. definire il luogo. Puoi chiederti: “Qual è l’area geografica su cui voglio concentrare la mia ricerca?”

Una volta fatto questo puoi iniziare ad usare gli strumenti a tua disposizione in modo mirato e preciso.

Ma quali sono gli strumenti a tua disposizione?

Voglio presentarti nelle prossime righe alcuni spunti sugli strumenti che compongono una strategia di impiego intelligente.

 

Il CV 

Spesso la più grande lacuna da parte di chi cerca un impiego è proprio il saper scrivere un buon curriculum, che sia in linea con gli obiettivi di carriera; la maggior parte dei selezionatori, infatti, dichiara che i candidati raramente hanno le idee chiare su cosa si vuole fare e di conseguenza presentano dei cv standard e anonimi.

Quindi, oltre alla correttezza formale che deve caratterizzare un buon curriculum, non bisogna dimenticare di adattare il CV alla singola richiesta.

 

Motivazione alla candidatura

Se il datore di lavoro richiede una lettera di motivazione, vale lo stesso principio esposto riguardo al curriculum: è necessario personalizzare ed adeguare il testo alle specifiche richieste dell’offerta di lavoro.

 

I canali per veicolare la candidatura 

Un errore molto diffuso è quello di spammare ovunque il proprio CV, per qualsiasi tipo di posizione. Bisogna invece fare, prima di tutto, una valutazione sui canali più appropriati e poi cercare di capire se il proprio profilo è allineato con l’annuncio di lavoro

 

Il piano B

Bisogna sempre approntare un piano B. Certo, bisogna essere tenaci nel perseguire il proprio obiettivo principale, tuttavia si possono scoprire altri mestieri anche solo leggendo gli annunci sui siti web delle società di selezione.

Può anche accadere che quello inizialmente ideato come piano B si trasformi invece in una nuova strategia per la ricerca di un impiego che si è scoperto essere ancora più allineato con il proprio profilo.

 

Una volta che hai eseguito ognuno di questi passi, sei pronto a farti largo nel mare delle offerte, con un profondo senso di direzione che ti permetterà di massimizzare il tuo tempo (concentrandoti solo sugli impieghi in risonanza con te) e aumenterà l’efficacia della tua presentazione. Infatti, con questa chiarezza mentale e una strategia solida, avrai molte più possibilità rispetto a tutti gli altri concorrenti.

 

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Come cambiare lavoro a 50 anni

Quali opportunità di lavoro per gli over?

 

Il lavoro è cambiato da tempo e non solo, sta continuando a cambiare. Se sino ad una ventina di anni fa ancora era pensabile fare sempre lo stesso lavoro per tutta la vita, oggi non è più così. Il mercato è fluido ed è impossibile credere che i bisogni possano essere sempre gli stessi. La tecnologia si evolve in modo sempre più veloce e questo non può lasciare immobile il mercato.

Quindi, cambiare lavoro periodicamente sta diventando sempre più parte integrante del percorso professionale, anche se non sempre è facile.

Certo, non sempre il cambio di lavoro è una scelta, spesso c’è chi si trova intorno ai cinquanta anni e, per circostanze non a lui imputabili, perde il proprio posto di lavoro, cadendo in un imbuto dal quale è molto difficile risalire.

C’è da dire, però, che questo è un problema tutto italiano, in quanto all’estero gli over 40 e 50 sono sostenuti da apposite agenzie pubbliche che prevedono dei programmi di reinserimento studiati ad hoc.

Il principio di funzionamento su cui si basano i programmi di queste agenzie è il potenziale che queste persone “esperte” possono mettere a disposizione delle nuove generazioni.

La loro è una fonte di conoscenza che viene messa a disposizione per migliorare il percorso formativo e professionale. In ogni caso, il web risulta un valido supporto per mettersi alla ricerca di un nuovo impiego. Sono davvero molti i portali che favoriscono l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro, alcuni addirittura tra datori di lavoro esteri e madrelingua italiani rimasti senza un’occupazione.

Il dato che risulta dalle ricerche di mercato è che le maggiori opportunità di lavoro per gli over 50 provengono proprio dai paesi esteri ed in particolare da quelli extracomunitari come Africa, Asia ed Emirati Arabi.

Infatti, sono disponibili diversi siti che, in base alla lingua che si parla, propongono i diversi impieghi disponibili. Nella maggior parte dei casi si tratta di lavori per madrelingua italiani che hanno ricoperto ruoli manageriali o profili senior e che quindi dispongono di notevole esperienza. Ovviamente il presupposto è che ci sia la disponibilità a trasferirsi all’estero.

Oltre ai siti esteri, sono disponibili anche portali di Regioni e Province in quanto, molto spesso, sono pubblicate offerte di lavoro per cinquantenni che hanno la necessità di essere ricollocati in seguito ad un licenziamento  o che sono semplicemente alla ricerca di un nuovo impiego.

Una cosa da non sottovalutare sono le possibilità di lavori stagionali o temporanei: le relative offerte sono consultabili presso le agenzie per il lavoro che collocano proprio personale over 50 anche per brevissimi periodi.

In più bisogna fare estremamente attenzione ai social network. Questi, infatti, rappresentano l’ultima frontiera per cercare un nuovo impiego. Grazie alla fitta rete di contatti è possibile promuovere la propria professionalità attraverso Linkedin, Facebook, Google+ e altri, oppure è possibile creare un proprio sito personale o un blog per auto-promuoversi.

Infine, è anche possibile prendere in considerazione il mettersi in proprio e iniziare una nuova carriera diventando imprenditori.

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Come farsi assumere dopo uno stage

Lo stage è una vera opportunità di carriera

 

Stage: opportunità o fregatura?

La domanda si rincorre sui forum e nel web e i dati che parlano di un misero 11.6% di assunzioni a tempo indeterminato dopo il famoso tirocinio non sono certo confortanti. Eppure oggi lo stage sembra ancora essere una delle poche vere opportunità per accedere al mondo del lavoro, proprio per questo ho deciso di segnarti alcune idee fondamentali per trasformare questa possibilità in un lavoro a tutti gli effetti.
Lo stage: cose da sapere

Lo stage, o tirocinio formativo, è un periodo di apprendimento e formazione professionale presso un’azienda. Di durata variabile e discrezionale, dovrebbe essere propedeutico all’assunzione di giovani e lavoratori con esperienze in settori diversi da quello dove si sta effettuando lo stage. In Italia – a differenza della maggior parte dei paesi europei e dell’America – purtroppo spesso non è così, trasformandosi in una esperienza vuota di significato e fatta di interminabili ore passate a fare fotocopie. In ogni caso, tentar non nuoce: per un iter accademico completo bisognerebbe fare un paio di stage durante il periodo universitario e poi un terzo al termine del percorso di studi. Il consiglio è di scegliere sempre, per quanto possibile, settori di reale interesse e aziende che non si dimostrino fin dall’inizio ‘truffaldine’. Il tirocinio, infatti, dovrebbe prevedere un rimborso spese – un punto su cui la legislazione italiana tace – e a meno di una consolidata e veritiera prassi aziendale che propone stage a costo zero ma una sicura assunzione successiva, accettare di lavorare senza retribuzione non è mai consigliato. Secondo il ‘tariffario’ non scritto, l’importo minimo per gli studenti universitari è di 250 euro al mese e per i neolaureati di 500.
‘Cosa devo fare?’: chiedere è lecito, rispondere è cortesia

Il detto popolare ‘chiedere è lecito, rispondere è cortesia’ dovrebbe essere stampato a fuoco nelle menti degli stagisti. Ciondolare per l’ufficio senza lavoro o, peggio, non sapere come portare a termine le mansioni assegnate, sono due atteggiamenti che azzerano le possibilità di assunzione. Il tirocinio è un’esperienza formativa, quindi, se non si ha nulla da fare, bisogna prendere l’iniziativa e – con i modi e il garbo del caso – chiedere di essere coinvolti nelle diverse attività dell’ufficio. Allo stesso modo, farsi prendere dal panico perchè non si sa come risolvere un problema o semplicemente non si conosce una procedura, non serve a niente: paralizzarsi o sbagliare di testa propria è peggio che chiedere aiuto e spiegazioni. Lo stage è fatto per imparare e alla base dell’apprendimento ci sono lecite domande e altrettanto doverose risposte.
Come faremmo senza di te!

Per aumentare le proprie probabilità di assunzionerendersi indispensabili è forse uno dei passi più importanti da fare. Essere disponibili – senza cadere nel servilismo – presenti, veloci, capaci di risolvere i problemi e di dare sempre (o quasi, in fondo si sta imparando) risposte utili, sono alcune delle caratteristiche valutate dalle aziende – e dai colleghi in primis – in modo più che positivo. Sapere che si ha ‘in casa’ una persona di valore innesca un meccanismo virtuoso che passa dalla volontà di tenersi stretta quella risorsa così preziosa per arrivare all’assunzione.
Educazione e professionalità: chi ben comincia è a metà dell’opera

Anche se si è retribuiti una miseria, anche se non si è dipendenti a tutti gli effetti, rispettare le regole dell’ufficio, fermarsi oltre l’orario di lavoro quando c’è un’emergenza o una reale necessità, arrivare puntuali e non schizzare via alla fine della giornata sono comportamenti che portano a una valutazione positiva della persona. Certo, in tutto ci va buonsenso: accettare condizioni di lavoro incostituzionali o richieste che esulano dalle attività svolte dall’ufficio è sbagliato e, anzi, dovrebbe far suonare non solo un campanello, ma una vera e propria sirena d’allarme. Ma entro i limiti del lecito, darsi da fare e dimostrare di avere buona volontà paga. Così come paga saper anche dire di no o portare avanti un’obiezione in modo educato e motivando le proprie ragioni. Uno stagista professionale, infatti, diventerà così un impiegato professionale.
Preparati, professionali e ben vestiti!

Essere impeccabili lavorativamente e dal punto di vista relazionale non basta se il look fa a cazzotti con lo stile dell’ufficio o se non dà della persona un’immagine di ordine, accuratezza e professionalità. Quindi, se il tono dell’ambiente lo richiede, sì alla giacca e al completo per i ragazzi e al tailleur o alle mise bon ton per le ragazze. Saper riconoscere la realtà intorno a se e adeguarvisi è segno di intelligenza e, oltre che essere apprezzato, rappresenta la classica ciliegina sulla torta e può fugare gli ultimi dubbi sull’eventuale assunzione dello stagista, tanto bravo e curato nel lavoro come nella persona.

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Come trovare lavoro grazie ai social network

Social network non significa solo svago

 

Ancora oggi in Italia, nonostante esistano diverse centinaia di società di ricerca lavoro e head hunting, oltre il 40% del mercato del lavoro transita attraverso il canale delle conoscenze dirette.

A questo meccanismo si associa spesso un significato deteriore: la prima cosa che si pensa è che occorra essere raccomandati per trovare lavoro. Ma in verità non è (sempre) così: si tratta di una fenomeno che trae origine da motivazioni diverse e molto semplici, quali, ad esempio, la volontà di venire in contatto con professionalità certificate da persone di fiducia, di evitare i costi di una selezione, ecc.

Quali che siano le motivazioni, il vero problema rappresentato da questo meccanismo di ricerca e selezione è la bassa visibilità, trasparenza e accessibilità delle opportunità di lavoro che transitano attraverso questo canale informale.

Cosa fare quindi?

Informare tutti i propri parenti e conoscenti che si è alla ricerca di un’occupazione. E’ opportuno anche domandare loro di passare parola.
Quindi, se frequentate posti di ritrovo, palestre, associazioni o qualunque altro ritrovo sociale, sia esso fisico o virtuale (ad esempio Forum di discussione, blog, social network su Internet) non abbiate paura di chiedere se qualcuno è a conoscenza di opportunità lavorative perché siete alla ricerca di un lavoro.
Su Internet, poi, è molto facile trovare gruppi di persone appassionate di un qualche argomento. Se partecipate a questi “gruppi” (organizzati sotto forma di forum, siti, blog, pagine Facebook ecc.) verrete in contatto anche con persone che lavorano nel campo. Un’ottima opportunità quindi, da sfruttare al meglio.

Proprio su questa logica, ad esempio, si fonda il social network oggi leader nel campo del lavoro: LinkedIn.
Si tratta di un social network creato esclusivamente per finalità professionali (a differenza di altri social network come Facebook), che risulta essere un mezzo importante per rendersi conto di cosa offre il mercato del lavoro a partire dai propri contatti. La propria pagina consente di gestire un curriculum online, dove mostrare le proprie esperienze lavorative, il percorso di studi seguito, le competenze maturate. In questo modo chiunque visiterà la pagina si renderà immediatamente conto di quali sono le vostre capacità.

Inoltre, c’è la possibilità di ottenere delle “segnalazioni”, ovvero attestazioni fatte da colleghi e datori di lavoro sul vostro modo di lavorare e sulla vostra serietà. Queste sono un ottimo viatico per far capire che siete dei lavoratori affidabili.

Anche su LinkedIn, infine, è possibile partecipare a progetti online ed entrare a far parte di gruppi tematici, il cui ambito rimane quello del mondo del lavoro e che possono essere importanti per ricercare nuove opportunità.

Il sistema dei contatti si fonda proprio sulle conoscenze in comune che si hanno con gli altri, per cui potrete contattare qualcuno che risponde al vostro ambito lavorativo che non conoscete direttamente ma con cui, ad esempio, avete un contatto in comune. In questo modo diventa più facile presentarsi ed ottenere l’attenzione desiderata.

Infine, LinkedIn offre anche una versione Premium a pagamento, che presenta ulteriori vantaggi: connettersi più facilmente con recruiter e dirigenti d’azienda, maggiori possibilità di essere notati nelle ricerche effettuate dalle aziende, avere maggiori dettagli sugli annunci di lavoro, come il nome completo ed i contatti di un’azienda.

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Come presentarsi alle aziende grazie ad internet

Il web è uno strumento unico per la ricerca del lavoro

 

Nel precedente articolo abbiamo visto come, per identificare i potenziali datori di lavoro, la prima mossa possibile è quella di compilare un elenco di aziende che, legate o no all’ambito degli studi, alle esperienze effettuate e alle proprie aspirazioni, potrebbero essere interessate alla tua candidatura.

A tua disposizione, per fare questo, c’è anche internet, uno strumento molto ricco e che consente di risparmiare tempo e risorse accedendo ad un alto numero di offerte di lavoro aggiornate e ai siti delle aziende che sono alla ricerca di nuove figure professionali

Quindi, a questo punto, si può cercare il sito di queste aziende per procedere alla candidatura e visitare la sezione “job”, “lavoro” o “contatti”.

Ma fai attenzione: preventivamente è opportuno comunque visitare anche la sezione “chi siamo”, cioè cercare di capire a chi ci si sta rivolgendo, comprendendo in modo chiaro se il proprio lavoro può essere utile. In più, le aziende con una propria sezione per candidature di lavoro, solitamente sono di grandi dimensioni e si può allo stesso tempo consultare quali sono le posizioni aperte disponibili.

Sempre in Internet è possibile consultare centinaia di siti dedicati al lavoro. La maggior parte permette un’iscrizione gratuita necessaria per poter inviare la propria candidatura a seguito di annunci da parte di aziende. Alcuni di questi sono portali che offrono propri annunci e che consentono il contatto con le aziende rispondendo agli stessi. Altri, invece, sono dei veri “motori di ricerca” per annunci di lavoro, come ad esempio CareerJet, Trovit Lavoro e JobRapido, che mostrano i risultati da tanti siti differenti per le parole chiave immesse, per la località indicata, o anche per la tipologia di impiego o altri parametri inseriti.

Tra i portali per il lavoro ricordiamo tra i più rinomati: Monster.it con sezione talent per neolaureati e quella beknown per cercare, tramite social network, i diversi profili aziendali. InfoJobs permette di cercare gli annunci per località, categorie e tipo di impiego, ordinando i risultati per vari fattori e visionare di volta in volta lo stato della propria candidatura.

Ovviamente vi sono anche siti in cui non è necessario registrarsi per rispondere ad annunci di lavoro, sebbene è sempre consigliato inviare un CV aggiornato e una lettera di presentazione motivata. È il caso ad esempio della sezione lavoro di Subito.it e Kijiji.it.

Altri siti per il lavoro piuttosto conosciuti sono Trovalavoro.it, Indeed.it e Corriere Lavoro.

Quasi tutti i siti hanno anche un servizio “alert”, grazie al quale poter ricevere via mail gli annunci maggiormente indicati per il profilo o i profili ricercati, anche suddivisi per area geografica.

Sembrerà banale, però è opportuno che tu sia ben consapevole che oggi come oggi limitarsi ad inviare la propria candidatura non è sufficiente.

Immagina una qualsiasi azienda e prova solo a visualizzare la quantità di CV che riceve ogni giorno.

Proprio per questo la vera differenza la da chi da subito riesce a distinguersi in messo a questa massa confusa.

Se vuoi imparare come fare vieni a dare un’occhiata qui!

Centro per l’Impiego e Agenzie del Lavoro: quali differenze ci sono?

Orientamento vs lavoro immediato

 

Ormai attivarsi per la ricerca di un lavoro è diventato un vero e proprio lavoro per la maggior parte delle persone e da cui tutti, almeno una volta nella vita, sono dovuti passare.

Non giriamoci intorno, questa esperienza spesso viene vissuta come un disagio, soprattutto quando, dopo un certo tempo passato a sforzarsi, non si riesce a trovare un lavoro o nemmeno ad arrivare alla fase di colloquio.

Il primo passo per cercare lavoro, ovviamente, è di affrontare con calma questa ricerca e soprattutto conoscere le regole per dosare ed indirizzare bene le proprie forze. A questo scopo voglio darti una serie di consigli pratici per procedere correttamente alla ricerca di un lavoro.

In Italia, a svolgere attività di intermediazione di manodopera, vi sono sia soggetti pubblici, come il Centro per l’Impiego, sia soggetti privati come, ad esempio, le Agenzie del lavoro (la nuova denominazione delle agenzie interinali).


Può apparire banale dirlo, ma è indispensabile sapere quale tipo di impiego si sta cercando; se non si hanno le idee chiare al proposito è certamente opportuno rivolgersi ad un Centro per l’Impiego, che ha al proprio interno un servizio di
orientamento.

Un operatore di orientamento del Centro per l’Impiego può dare aiuto per capire le professioni più adatte in base agli studi e alle precedenti esperienze lavorative (qualora ci fossero); in più, può essere fondamentale per riuscire a riconoscere i propri punti forti e deboli ed avere una serie di consigli su come compilare un curriculum o affrontare un colloquio.

Sempre gli operatori del Centro per l’Impiego possono fornire elenchi di imprese in cerca di personale a cui inviare la propria candidatura, elenchi di bandi pubblici e graduatorie pubbliche aperte.

L’ indirizzo – sia web che fisici – di un Centro per l’Impiego è in genere elencati sui siti delle province, oppure si può chiederlo all’URP (Ufficio Relazioni col Pubblico) provinciale; sia il Centro per l’Impiego che le agenzie interinali sono autorizzati a pubblicare tutte le loro offerte sui siti della Borsa Lavoro regionale che hanno un indirizzo standard del tipo ad esempio www.borsalavoro.campania.it, anche se è bene tener conto che la realizzazione dei siti di alcune regioni italiane è ancora in fase di realizzazione.

Certo, il Centro per l’Impiego potrebbe funzionare molto meglio di quanto non facciano in realtà; i dati che ogni anno mette in mostra la Confartigianato mostrano che a trovare lavoro con i CPI sono solo una minima parte di coloro che ne fanno richiesta, attestando così la sostanziale inefficienza di un sistema che costa allo Stato più di quattrocento milioni di euro ogni anno.

Motivo di questa inefficienza è dato anche dal fatto che sono davvero poche le imprese che si rivolgono ad un CPI per la ricerca di personale, pari ad appena il 2,2% delle imprese nazionali, mentre la gran parte preferisce utilizzare altri canali come le agenzie interinali, gli annunci su siti internet e, prima ancora, il sistema della “conoscenza”.

La rete di relazioni è, a conti fatti, il primo sistema di ricerca lavoro da parte delle aziende in oltre il 60% dei casi. Per iscriversi, comunque, basta recarsi presso il CPI della provincia di residenza con i documenti al seguito e compilare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.

Il concorrente “privato” del Centro per l’impiego è l’Agenzia per il lavoro.

La differenza è, oltre che nello status pubblico/privato, nella possibilità per ciascun individuo di poter iscriversi contemporaneamente a tante Agenzie per il lavoro quante se ne desidera, mentre l’iscrizione al CPI è limitata a quello della sola provincia di residenza.

L’Agenzia per il lavoro offre lavoro “somministrato”, cioè a termine e provvisorio, solitamente a progetto o a tempo determinato, sebbene in seguito il rapporto possa trasformarsi in lavoro indeterminato rapportandosi direttamente con l’azienda in cui si lavora.

Tra le agenzie per il lavoro più conosciute ricordiamo, in ordine alfabetico: Adecco, GiGroup, KellyServices, Manpower, Metis, PagePersonnel e Umana.

A questo punto forse potresti chiederti quale potrebbe essere il prossimo passo per trovare il lavoro dei tuoi sogni: scarica il nostro report gratuito e scopri come scrivere un CV che faccia colpo su tutti i selezionatori!

Le 5 app mobile che certamente miglioreranno il tuo lavoro

App mobile e smart working: ecco il lavoro 2.0

 

Non importa se sei comodo sulla poltrona di casa, in treno o al bar davanti ad un buon caffè, lo smart working sta prendendo sempre più piede anche in Italia. Nonostante non sia regolarizzato da una legge ad hoc, i progetti dedicati al cosiddetto lavoro agile si stanno moltiplicando nelle grandi come nelle piccole aziende.

Nel 2015, secondo i dati dell’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano, il 17% delle imprese nostrane ha avviato programmi del genere, introducendo nuovi strumenti digitali, policy organizzative e nuovi comportamenti manageriali per lasciare più autonomia ai propri dipendenti, un dato in forte crescita se si pensa che nel 2014 solo l’8% della aziende era coinvolto in politiche di questo tipo.

Ovviamente, per ottenere gli stessi risultati in termini di produttività che possono essere raggiunti tra le mura di un ufficio, i lavoratori devono essere dotati di tutti gli strumenti necessari per mantenere alta la qualità del lavoro. Oltre ai numerosi dispositivi mobili per qualsiasi tipo di esigenza, che permettono di lavorare anche fuori dalla postazione nella sede aziendale, importanti sono alcune app che trasformano smartphone e tablet in piccoli uffici portatili. Ne abbiamo scelte cinque che possono facilitare e velocizzare tutte le operazioni legate allo smart working.

SMARTWORKING
L’ultima
app lanciata sul mercato dedicata al lavoro agile si chiama proprio Smartworking, disponibile sia su iOS che su Google Play. Permette ai freelance, e a tutti i dipendenti interessati, di trovare gli spazi più adatti alle proprie esigenze formative. Che si tratti di un’area di coworking o di un meeting formativo, il tutto è a portata di click. Basta inserire le proprie credenziali, previa registrazione, ed effettuare il check-in prima di cominciare la propria attività.

TEAMVIEWER
L’
app permette di accedere al proprio computer da remoto e ai file in esso contenuti. In pratica il desktop, con tutti i documenti più importanti, è sempre a portata di mano. In più tutto può essere condiviso con i propri colleghi. La piattaforma permette anche di organizzare dei veri e propri meeting online, ai quali invitare fino a 25 persone; in questo modo si possono anche prevedere degli incontri di formazione tagliando i costi. È possibile collaborare su elementi comuni conservati in rete in tempo reale e fare presentazioni.

EXPENSIFY
Questo programma permette di salvare sul proprio smartphone o tablet, scattando una semplice fotografia, fatture, contratti e scontrini in modo da
poter ottenere in maniera più automatica il rimborso spese dal proprio datore di lavoro. Attraverso una funzione chiamata SmartCam, l’app permette di registrare un documento appena ricevuto, segnandolo direttamente nella lista delle spese, che sarà così in continuo aggiornamento, trasformandolo in un file digitale da archiviare su qualsiasi tipo di dispositivo mobile.

DRAGON DICTATION
Famosa e utilizzata tantissimo in tutto il mondo, questa
app è scaricata fin dal 2010, anno della sua nascita. Non è altro che un programma di riconoscimento vocale che consente di dettare facilmente i propri messaggi e di visualizzare immediatamente sms o e-mail, in maniera cinque volte più veloce della battitura su tastiera. Se si è impegnati a guidare o fare altre commissioni, Dragon Dictation permette di ottimizzare i tempi nella stesura del testo di un articolo o di un qualsiasi documento, così il gioco è fatto!

ANY.DO
Molto utile per chi ha scarsa memoria: questa
app, infatti, ricorda gli appuntamenti in calendario, consente di scrivere una lista di attività da fare e prendere appunti grazie al solo riconoscimento vocale. È usata da milioni di persone in tutto il mondo. Non solo è gratis, ma anche semplice e divertente da usare. È di sicuro il più famoso software del tipo to-do-list presente sia su Android che su iOS, diventando dal 2011 a oggi punto di riferimento nel settore. In questo modo si pianifica meglio la giornata e si gestiscono alla perfezione tutti gli impegni, che possono essere condivisi con i propri contatti sempre tramite la stessa app.

E tu, sei pronto ad utilizzare queste app? Prima però potrebbe esserti utile imparare a scrivere un CV a prova di selezionatore! Scopri come scaricando il report gratuito “10 consigli pratici per scrivere un buon CV” e…facci sapere com’è andata!

Come usare la funzione Pulse di LikedIn e perchè

LinkedIn è il canale giusto per chi è in cerca di un lavoro

 

LinkedIn è un servizio web di rete sociale, gratuito (con servizi opzionali a pagamento), impiegato principalmente per lo sviluppo di contatti professionali; lo scopo principale del sito è consentire agli utenti registrati di mantenere una lista di persone conosciute e ritenute affidabili in ambito lavorativo.

Gli obiettivi del sito sono molteplici; quelli principali, però, possono essere riassunti in 4 punti chiave:

  • ottenere di essere presentati a qualcuno che si desidera conoscere attraverso un contatto mutuo e affidabile,
  • trovare offerte di lavoro, persone ed opportunità di business con il supporto di qualcuno presente all’interno della propria lista di contatti o del proprio network,
  • i datori di lavoro possono pubblicare offerte e ricercare potenziali candidati,
  • le persone in cerca di lavoro possono leggere i profili dei reclutatori e scoprire se tra i propri contatti si trova qualcuno in grado di metterli direttamente in contatto con loro.

Tra i servizi (gratuiti) offerti da LinkedIn, quello che attualmente si sta rivelando più utile per chi è alla ricerca di una nuova occupazione è la funzione Pulse, accessibile selezionando come lingua da utilizzare nel sito quella inglese.

Una volta eseguito l’accesso a Pulse, è possibile usufruire di una serie di funzioni che permettono di avere un vero e proprio programma di editing per pubblicare post e articoli.

Ma come può essere utile tutto questo per chi è alla ricerca di un lavoro?

Si tratta di una vera e propria vetrina, nella quale si possono mostrare le proprie competenze al fine di far comprendere il proprio valore a coloro che sono alla ricerca di nuove figure professionali.

Attenzione però: se c’è un modo per trasformare questo strumento in un ulteriore ostacolo nella ricerca di un lavoro, quello è di usarlo in modo casuale e senza una vera e propria strategia.

LinkedIn, infatti, è un social media incentrato sulla creazione di una rete professionale, di conseguenza, tutto ciò che devi pubblicare deve avere il solo e unico scopo di mettere in luce la tua competenza e la tua personalità.

Ad esempio, puoi scrivere un articolo su un tema in cui sei particolarmente competente, spiegando in che modo hai trovato una soluzione molto originale ed efficace.

Insomma, racconta esperienze professionali che fanno risaltare le tue capacità. Anche in questo caso, però, bisogna stare attenti a non cadere nella trappola della vanità finendo per vantarsi. Per non cadere in questo errore, scrivi il tutto come se volessi proporre una soluzione a chi sta avendo lo stesso problema.

Infine, è bene usare uno stile di scrittura autorevole ma non troppo formale. Cioè, per dirlo in modo essenziale, scrivi in modo interessante.

In primo luogo, ciò che scrivi deve appassionare chi legge, in modo che non abbandoni il post per un altro presente sulla rete.

In secondo luogo, offri dati, così da dimostrare che ciò che dici ha una sua fondatezza.

In terzo luogo, racconta il tutto come se stessi facendo una chiacchierata con un amico, sempre ovviamente nel rispetto della lingua italiana.

Quindi adesso tocca a te: sei pronto a farti conoscere ancora meglio da chi visita il tuo profilo LinkedIn?

Ma prima ancora è bene conoscere quelli che sono i propri talenti, i propri punti di forza e i limiti da superare per poter trovare il lavoro dei propri sogni.

In che modo?

Leggendo “Vincere al colloquio di selezione”, il primo manuale che ti svela i segreti nascosti del processo di selezione, scritto dal dott. Roberto Castaldo, HR professionista e fondatore della 4 M.A.N Consulting.

Nel frattempo, scarica il nostro report gratuito e scopri come scrivere un CV che faccia colpo su tutti i selezionatori!

Come farsi amica una persona influente e perchè

Conoscere una persona influente può essere un buon trampolino di lancio

 

In questo articolo voglio spiegarti come puoi diventare amico di una persona influente.

So che può sembrare una cosa un po’ da “approfittatore”, ma continuando a leggere ti renderai conto come l’intero processo non solo si basa sull’etica, ma anche sul trasformarti in una persona di cui potersi fidare.

Ma, prima di cominciare, perché dovresti diventare amico di una persona influente?

Il motivo è molto semplice: una persona influente si trova al centro di una serie di contatti e di possibilità che forse a te, al momento, mancano; creare una relazione con una persona influente ti può portare a diventare parte di quelle relazioni. E questo può esserti utile sia da un punto di vista lavorativo, ma anche da un punto di vista personale.

Quindi, qual è il primo passo per diventare amico di una persona influente?

Offrigli il tuo valore.

Può sembrare una cosa scontata, ma la maggior parte dei contatti che riceve una persona influente hanno sempre a che fare con una qualche richiesta. Il primo modo, quindi, per fare la differenza è:

  • Comprendere quali sono i suoi bisogni
  • Offrire una strategia concreta per soddisfarli
  • Rispettare l’impegno preso

Lo ripeto, può sembrare una cosa scontata ma non lo è affatto.

Tanto per farti un esempio, posso riportarti la mia esperienza nei colloqui di lavoro. Il più delle volte i candidati che mi sono trovato davanti non portavano con sé altro che le loro richieste. Solo pochi avevano ben chiaro il modo in cui potevano dare valore aggiuntiva all’azienda per cui erano stati pre-selezionati.

Napoleon Hill, a riguardo, dice una cosa fondamentale: “Se vuoi ottenere un lavoro, chiedi all’azienda se può farti lavorare gratis per una settimana e poi dimostragli che non può fare a meno di te”.

Presentandoti in questo modo, dai alla persona influente la possibilità non solo di conoscere quali sono le tue vere capacità, ma anche di iniziarti a vedere come una persona affidabile, “che fa ciò che dice”.

Una volta innescato il rapporto, ciò che devi fare è interessarti a lui come essere umano.

Molto spesso, le relazioni sono basate su certi rapporti di convenienza, ma nel momento in cui mostri un genuino interesse verso qualcuno, provi empatia, ecco che il cambiamento è evidente!

Come ti avevo accennato, ciò di cui ti sto parlando è un comportamento estremamente etico, che ti può aiutare a far conoscere il tuo vero talento a chi ti può aiutare ad esprimerlo al meglio.

Ma fai attenzione: queste poche e semplici indicazioni bastano nel momento in cui hai un atteggiamento estremamente onesto.

È un po’ come vendere un auto: ci sono alcuni venditori che ne parlano a lungo, cercando di far notare i pregi e nascondendo i difetti; e c’è chi, invece, dice ben poco e si limita a farti dare un giro di prova.

Tu sei pronto a far conoscere i tuoi talenti in questo modo?

Se è così, fammi sapere quante persone non possono più fare a meno di te!

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Come supererebbe un colloquio di lavoro Dante Alighieri?

Il colloquio di lavoro (oggi) di 10 personaggi della storia

 

La ricerca di un lavoro, si sa, è uno degli argomenti più scottanti e difficili da trattare in questo momento di crisi, eppure, come accade spesso per le tematiche più pesanti, a volte è bene affrontarle con un po’ di leggerezza, non certamente con l’intendo di sminuirle, ma con la volontà di strappare un sorriso a chi, colpito da un po’ di delusione per l’ennesimo colloquio di lavoro fallito, ha proprio bisogno di essere tirato un po’ su di morale.

Questo è l’intento con il quale i ragazzi di Casa Surace, un progetto imprenditoriale nato alla fine del 2014 con l’intento di coniugare mondo del teatro e comunicazione multimediale, hanno già creato tantissimi video-parodie di successo che in poco tempo, grazie all’utilizzo dei social media, sono diventati virali.

Uno di questi video immagina l’andamento del colloquio di lavoro di dieci personaggi celebri che hanno fatto la storia, i quali, molto probabilmente, oggi avrebbero qualche difficoltà a trovare anche un semplice impiego. Per tutti loro vale la stessa regola alla quale, purtroppo, devono sottostare milioni di giovani che si approcciano al mondo della ricerca di un lavoro: il talento può fruttare (al massimo) uno stage (leggi anche http://www.vincerealcolloquiodiselezione.it/come-scrivere-un-curriculum-di-successo/).

Il primo personaggio che viene esaminato durante il colloquio di lavoro è Dante Alighieri, che si presenta con la sua opera più famosa: la Divina Commedia. Lo script di per se appare interessante, c’è qualcosa di buono, ma i gusti della gente sono ben altri, per questo motivo bisogna far spazio a qualcosa di più frivolo, leggero, e che possa risultare più accattivante e facile da vendere, per questo motivo il Purgatorio va del tutto cancellato, trasformando così la Divina Commedia in uno sdolcinato romanzo amoroso tra lo stesso Dante e la tanto desiderata Beatrice.

Il secondo colloquio di lavoro vede impegnato Albert Einstein: le sue scoperte e i suoi lavori non passano certo inosservati, tuttavia è impossibile riuscire ad assumerlo in azienda a tempo indeterminato…che poi questo tempo indeterminato cos’ha di tanto diverso da quello determinato, visto che tutto, nel mondo, è un concetto relativo, cosa che lo scienziato svizzero sa fin troppo bene.

Per Napoleone Bonaparte il colloquio di lavoro sembra prospettargli una buona possibilità: tre mesi di stage all’estero, in una situazione tranquilla, con poche persone e pochissimi grattacapi, insomma un’isola felice dove l’unico pericolo è quello di…morire di noia, Sant’Elena!

Pablo Picasso si presenta al suo colloquio di lavoro con un portfolio ottimo, tuttavia il suo profilo non è in linea con quello ricercato dall’azienda, anche perchè il suo lavoro appare un po’ troppo “artistico” e certamente sarà incomprensibile per i clienti.

Il colloquio di lavoro di Karl Marx parte sotto i migliori auspici: il suo progetto piace ed ha ottenuto diversi riscontri positivi da parte di chi sta ai piani alti dell’azienda, tuttavia anche qui tutto è destinato ad arenarsi a causa di un piccolo intoppo: la mancanza di budget, o, per meglio dire, del Capitale da investire.

E’ un problema linguistico, invece, l’ostacolo più grande durante il colloquio di lavoro sostenuto da Nelson Mandela: se il selezionatore parla di contratto “a part-time” e l’ex presidente del Sudafrica, di contro, preme sul tema dell’“apartheid”, di certo non si può andare da nessuna parte!

San Francesco si presenta al colloquio di lavoro come uno dei video-maker e Youtuber più famosi del momento; il suo video ha raggiunto due milioni di visualizzazioni nel giro di pochi giorni, quindi è tutto pronto per il grande passo: produrre un video nel quale non parla più agli uccellini, ma ai gattini, uno dei contenuti di maggior successo sul web.

Per Giacomo Leopardi il colloquio di lavoro è per il ruolo di copywriter, ma la proposta che gli viene fatta è un’altra: un’esperienza da ghostwriter, ovviamente non retribuita, ma che fa curriculum; un occupazione che nel corso di 5, massimo 10 anni gli permetterà di arrivare al livello dei più grandi scrittori italiani contemporanei quali Fabio Volo e Federico Moccia.

A Cristoforo Colombo il colloquio di lavoro va molto meglio rispetto a quello degli altri suoi colleghi: il progetto che ha presentato finalmente parte, con un po’ di product placement sono arrivati anche i fondi necessari; nulla si discosta da quella che era l’idea iniziale dello scopritore dell’America, l’unico compromesso è quello relativo al nome delle tre caravelle, che saranno quelli dei brand finanziatori.

Per chi invece il colloquio di lavoro si rivela un vero e proprio flop è Maria: purtroppo per lei essere in quella condizione, incinta per opera dello Spirito Santo, non è accettabile, né per l’immagine dell’azienda né, tantomeno, per quei chiacchieroni dei suoi colleghi. In più, vuoi metterci anche il fatto di doverle pagare la maternità?

E tu come pensi andrà il tuo prossimo colloquio di lavoro? Certamente bene se segui i consigli di Vincere al colloquio di selezione, il primo manuale che ti svela i segreti nascosti del processo di selezione, scritto dal dott. Roberto Castaldo, HR professionista e fondatore della 4 M.A.N Consulting.

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