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Come supererebbe un colloquio di lavoro Dante Alighieri?

Il colloquio di lavoro (oggi) di 10 personaggi della storia

 

La ricerca di un lavoro, si sa, è uno degli argomenti più scottanti e difficili da trattare in questo momento di crisi, eppure, come accade spesso per le tematiche più pesanti, a volte è bene affrontarle con un po’ di leggerezza, non certamente con l’intendo di sminuirle, ma con la volontà di strappare un sorriso a chi, colpito da un po’ di delusione per l’ennesimo colloquio di lavoro fallito, ha proprio bisogno di essere tirato un po’ su di morale.

Questo è l’intento con il quale i ragazzi di Casa Surace, un progetto imprenditoriale nato alla fine del 2014 con l’intento di coniugare mondo del teatro e comunicazione multimediale, hanno già creato tantissimi video-parodie di successo che in poco tempo, grazie all’utilizzo dei social media, sono diventati virali.

Uno di questi video immagina l’andamento del colloquio di lavoro di dieci personaggi celebri che hanno fatto la storia, i quali, molto probabilmente, oggi avrebbero qualche difficoltà a trovare anche un semplice impiego. Per tutti loro vale la stessa regola alla quale, purtroppo, devono sottostare milioni di giovani che si approcciano al mondo della ricerca di un lavoro: il talento può fruttare (al massimo) uno stage (leggi anche http://www.vincerealcolloquiodiselezione.it/come-scrivere-un-curriculum-di-successo/).

Il primo personaggio che viene esaminato durante il colloquio di lavoro è Dante Alighieri, che si presenta con la sua opera più famosa: la Divina Commedia. Lo script di per se appare interessante, c’è qualcosa di buono, ma i gusti della gente sono ben altri, per questo motivo bisogna far spazio a qualcosa di più frivolo, leggero, e che possa risultare più accattivante e facile da vendere, per questo motivo il Purgatorio va del tutto cancellato, trasformando così la Divina Commedia in uno sdolcinato romanzo amoroso tra lo stesso Dante e la tanto desiderata Beatrice.

Il secondo colloquio di lavoro vede impegnato Albert Einstein: le sue scoperte e i suoi lavori non passano certo inosservati, tuttavia è impossibile riuscire ad assumerlo in azienda a tempo indeterminato…che poi questo tempo indeterminato cos’ha di tanto diverso da quello determinato, visto che tutto, nel mondo, è un concetto relativo, cosa che lo scienziato svizzero sa fin troppo bene.

Per Napoleone Bonaparte il colloquio di lavoro sembra prospettargli una buona possibilità: tre mesi di stage all’estero, in una situazione tranquilla, con poche persone e pochissimi grattacapi, insomma un’isola felice dove l’unico pericolo è quello di…morire di noia, Sant’Elena!

Pablo Picasso si presenta al suo colloquio di lavoro con un portfolio ottimo, tuttavia il suo profilo non è in linea con quello ricercato dall’azienda, anche perchè il suo lavoro appare un po’ troppo “artistico” e certamente sarà incomprensibile per i clienti.

Il colloquio di lavoro di Karl Marx parte sotto i migliori auspici: il suo progetto piace ed ha ottenuto diversi riscontri positivi da parte di chi sta ai piani alti dell’azienda, tuttavia anche qui tutto è destinato ad arenarsi a causa di un piccolo intoppo: la mancanza di budget, o, per meglio dire, del Capitale da investire.

E’ un problema linguistico, invece, l’ostacolo più grande durante il colloquio di lavoro sostenuto da Nelson Mandela: se il selezionatore parla di contratto “a part-time” e l’ex presidente del Sudafrica, di contro, preme sul tema dell’“apartheid”, di certo non si può andare da nessuna parte!

San Francesco si presenta al colloquio di lavoro come uno dei video-maker e Youtuber più famosi del momento; il suo video ha raggiunto due milioni di visualizzazioni nel giro di pochi giorni, quindi è tutto pronto per il grande passo: produrre un video nel quale non parla più agli uccellini, ma ai gattini, uno dei contenuti di maggior successo sul web.

Per Giacomo Leopardi il colloquio di lavoro è per il ruolo di copywriter, ma la proposta che gli viene fatta è un’altra: un’esperienza da ghostwriter, ovviamente non retribuita, ma che fa curriculum; un occupazione che nel corso di 5, massimo 10 anni gli permetterà di arrivare al livello dei più grandi scrittori italiani contemporanei quali Fabio Volo e Federico Moccia.

A Cristoforo Colombo il colloquio di lavoro va molto meglio rispetto a quello degli altri suoi colleghi: il progetto che ha presentato finalmente parte, con un po’ di product placement sono arrivati anche i fondi necessari; nulla si discosta da quella che era l’idea iniziale dello scopritore dell’America, l’unico compromesso è quello relativo al nome delle tre caravelle, che saranno quelli dei brand finanziatori.

Per chi invece il colloquio di lavoro si rivela un vero e proprio flop è Maria: purtroppo per lei essere in quella condizione, incinta per opera dello Spirito Santo, non è accettabile, né per l’immagine dell’azienda né, tantomeno, per quei chiacchieroni dei suoi colleghi. In più, vuoi metterci anche il fatto di doverle pagare la maternità?

E tu come pensi andrà il tuo prossimo colloquio di lavoro? Certamente bene se segui i consigli di Vincere al colloquio di selezione, il primo manuale che ti svela i segreti nascosti del processo di selezione, scritto dal dott. Roberto Castaldo, HR professionista e fondatore della 4 M.A.N Consulting.

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Jovanotti e il lavoro gratuito: ecco la verità

Qualche settimana fa ha fatto molto discutere l’intervento di Jovanotti all’Università di Firenze dove il cantante ha parlato della possibilità di svolgere, da parte dei giovani, un lavoro gratis per poter acquisire esperienza. E’ stato molto facile, come ovvio, per i mass media, mettere in risalto tale frase e cavalcare l’onda dell’indignazione sociale, eppure, come spesso accade in situazioni così controverse, la verità è tutt’altra rispetto a quella che viene raccontata.

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