Vuoi trovare anche tu il lavoro dei suoi sogni…velocemente?

Se anche tu sei in una fase di ricerca del lavoro, questa prospettiva non ti sembra particolarmente vicina. Proprio per questo ho deciso di condividere con te questo articolo. Si tratta del frutto della mia esperienza come Selezionatore del personale, che ti metterà nella condizione di affrontare il colloquio di selezione con tutte le carte vincenti. Proprio per questo, nelle prossime righe ti rivelerò non solo quali sono le cinque domande che più frequentemente vengono poste durante i colloqui di selezione, ma anche qual è il modo migliore per rispondere ad ognuna.

Di solito chi sta per affrontare un colloquio di lavoro si domanda: “Quali domande mi farà il selezionatore domani durante il colloquio? Chissà questa volta cosa mi chiederanno … e se non so rispondere?

Quante volte prima di un colloquio di lavoro ti sei fatto assalire dall’ansia delle domande dei selezionatori? Quante volte in sala d’attesa insieme a tutti gli altri candidati ti sei sentito un po’ come quando il professore doveva interrogare?

Sicuramente quando ci troviamo davanti ad un selezionatore non improvvisato (dove con il termine “improvvisato” facciamo riferimento a quei selezionatori che fanno le prime domande che gli vengono in mente, magari arrivando anche a violare la privacy del candidato), questo ha ben chiaro l’obiettivo del colloquio. Ecco perché nelle prossime righe troverai i segreti per centrare in pieno il bersaglio e darti la possibilità di familiarizzare con le domande più frequenti che ti potranno essere fatte.

  1. Mi parli un po’ di lei…

Questa domanda sembra facile solo in apparenza, in realtà cela un’alta probabilità di farci incorrere in errore e portarci “fuori tema”. Infatti, questo tipo di domanda “aperta” potrebbe portarci a divagare facendoci parlare di noi nell’ottica della nostra vita privata, delle attività svolte al di fuori del campo professionale. Nulla di più sbagliato! Anche se la domanda è generica bisogna essere precisi e concisi: se hai già avuto esperienze lavorative, descrivile brevemente e in maniera chiara facendo riferimento alle skills acquisite (identificale prima del colloquio) e magari dalla più recente a quella più vecchia. Se, invece, sei alla tua prima esperienza di lavoro, parla della tua formazione, degli studi e delle competenze che, seppur magari molto teoriche, hai acquisito negli anni, e spiega come vorresti metterle in pratica sul lavoro.

  1. Quali sono i suoi punti di forza?

In questo caso è necessario essere ben preparato perché è una domanda che fanno molto spesso e la risposta può davvero fare la differenza. Molto prima di presentarti al colloquio, individua (nello specifico) i tuoi punti di forza, i tuoi pregi.

Conoscere i tuoi talenti è fondamentale, così come sapere chi si è, cosa si vuole e cosa si vuol fare sono punti importanti sia per rispondere a questa domanda sia per avere prospettive chiare proprio nella vita, indipendentemente dal colloquio. Quindi parla della tua capacità di apprendere rapidamente, della determinazione che hai nel portare a termine le cose e raggiungere gli obiettivi, nel piacere che provi nel relazionarti con gli altri, nell’essere flessibile, cercando di allineare i tuoi punti di forza con ciò che ricerca l’azienda (altra cosa su cui documentarsi prima di arrivare al colloquio).

  1. Quale è il suo più grande difetto?

Attenzionemai e poi mai dire che non si hanno difetti, risulteresti soltanto arrogante e, siamo onesti, anche molto poco credibile! Anche qui, come la domanda precedente, è bene prepararsi da casa un buon modo per rispondere. Puoi parlare di un tuo difetto personale, ma che in realtà può essere visto anche come un pregio (tipo “sono una persona troppo pignola” questo può significare anche molto precisa, e a qualcuno potrebbe piacere, dipende sempre dalla circostanza in cui applichi una risposta del genere), oppure parlare di una debolezza professionale sulla quale ci stai lavorando per migliorarti (tipo “le persone con cui lavoro dicono che pretendo troppo e sono troppo esigente, ma sto migliorando molto sotto questo punto di vista e anche se non abbasso gli standard che mi aspetto dalle persone con cui lavoro, sto cercando il modo migliore per motivarli a raggiungere gli obiettivi che avevo prefissato”).

  1. Dove ti vedi tra 5 anni?

Per questa domanda bisogna essere ben equilibrati tra il sapere perfettamente tutto quello che si crede accadrà tra 5 anni (rischiando di risultare troppo pianificati e poco flessibili) e il non sapere assolutamente nulla (risultando una persona che vive alla giornata e che non pensa al suo futuro). Quindi evita assolutamente risposte del tipo “Tra 5 anni mi vedo mamma o papà, oppure spero di stare guidando l’auto dei miei sogni” ecc. Con questo genere di risposte rischi di non essere assunto, perché ciò che hai a dimostrare è una completa assenza di proiezione all’interno del mondo professionale con cui sei entrato in contatto. Quello che, invece, devi trasferire è un’immagine di futuro in cui un elemento importante è anche la realizzazione professionale (possibilmente una realizzazione professionale che va a braccetto con gli obiettivi e le attività dell’azienda per cui ti sei candidato). Mi raccomando: cerca di apparire ambizioso ma, allo stesso tempo, mantenendo sempre un certo realismo.

  1. Perché ti sei candidato per questa posizione?

La condizione necessaria per poter rispondere a questa domanda è una sola: studiare per bene l’azienda per cui ti sei candidato molto prima dell’intervista. Per fare questo puoi fare ricorso a Internet: siti, pagine Facebook, Linkedin ecc. Chi è? Cosa fa? Cosa cerca l’azienda? Quali sono le caratteristiche che cerca nei candidati per quella determinata posizione ricercata? Assicurati di aver compreso bene queste cose e cerca di far incrociare alla perfezione le necessità dell’azienda con la tua figura. Ricorda che con questa domanda il selezionatore vuole capire se questo lavoro è adatto a te, alle tue aspirazioni e competenze.

Infine, se ti viene posta una domanda difficile, la cosa migliore è mantenere la calma, non stare sulla difensiva e prendersi un momento per riflettere prima di rispondere.
Ovviamente queste non sono le uniche domande che ti verranno poste, ma sono le più sicure. Proprio per questo vorrei fare un esperimento con te: condividi con me (nei commenti o nella pagina Facebook) le domande più strane che ti sono state fatte ad un colloquio di lavoro. Da parte mia ti prometto che ti risponderò nel modo più veloce ed esaustivo possibile.

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