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Inizia il 2017 con il meglio di VCS!

Buon anno da VCS!

Il mese di Gennaio è appena cominciato, l’Epifania è alle porte e questa è la settimana perfetta per programmare, pianificare e pensare ai tuoi obiettivi personali e professionali.

Per farti partire col piede giusto, abbiamo selezionato i migliori articoli del blog per la tua crescita personale, per cercare il lavoro che desideri, per scrivere il curriculum adatto al tipo di azienda e di ruolo che cerchi.

Li troverai divisi in sette categorie:

  • Parti da te stesso in cui trovi esercizi per lavorare sulla tua motivazione, sulla creatività e su ciò che ti serve per sviluppare l’attitudine giusta
  • Che lavoro vuoi fare? con schede tecniche su diverse figure professionali con uno sguardo ai nuovi lavori sul web
  • Verso il colloquio per preparati al meglio nella stesura del CV e nella ricerca del ruolo di tuo interesse
  • Vincere al colloquio per lasciare il segno durante il colloquio di selezione
  • Guide pratiche per attuare subito tutte le informazioni e darti subito da fare
  • Il lavoro che cambia contiene aggiornamenti e notizie dal mondo del lavoro
  • Dopo il colloquio per crescere una volta vinto il colloquio

Eccoli!

PARTI DA TE STESSO

Come sviluppare la giusta autodeterminazione
Sviluppa volontà e fiducia in te stesso per avvicinarti al lavoro che desideri

Creatività: abilità di tutti o dote di alcuni?
10 consigli pratici per sviluppare la tua inventiva

10 regole per una vita di successo
Abituati a pensare ed agire in grande con questi 10 spunti di riflessione ed azione

Capire chi sei con la PNL: l’Identità ed i Valori
7 domande per definire la tua identità ed i tuoi valori

Capire chi sei con la PNL: le Credenze e le Convinzioni
5 esempi per capire in che modo quello che pensi influenza le tue decisioni

Capire chi sei con la PNL: Capacità e Comportamenti
Alcune semplici riflessioni per analizzare le tue competenze

5 Minuti per applicare la PNL su Te stesso ed agire efficacemente
Un esercizio pratico su Identità, Valori, Credenze, Convinzioni, Capacità e Comportamenti

4 abitudini per indirizzare la tua mente al successo professionale
Fai questi 4 esercizi ed “installa” abitudini di successo nella tua mente

Come cercare lavoro in modo intelligente
4 azioni immediate per pianificare la ricerca

5 consigli che sconvolgeranno il tuo modo di cercare lavoro
5 idee controintuitive per rivoluzionare il tuo approccio alla ricerca del lavoro

I 6 talenti che devi possedere se vuoi essere assunto
Sviluppa queste 6 caratteristiche per far colpo sugli HR!

I 7 ingredienti del successo
Serenità, salute, relazioni amorevoli ed altre 4 cose da tenere presente se vuoi vivere una vita di successo

10 segnali per capire come il lavoro controlla la tua vita
Fai attenzione a questi indicatori per equilibrare la tua vita personale e professionale

Essere disoccupati modifica il carattere
A che cosa vai incontro quando non lavori per lungo tempo

I pensieri negativi che ti impediscono di trovare un lavoro
Sbarazzati subito di questi 5 pensieri per cercare lavoro con positività

Sbagliando s’impara. Quando i fallimenti fanno parte del successo.
Scopri i “fallimenti” di Einstein, Michael Jordan di tanti altri personaggi famosi

Volere è potere: la storia di successo di Nina
Ecco che cosa puoi imparare dalla ragazza di Airbnb per la tua promozione

Faresti foto ad una banda di criminali pur di seguire il tuo sogno?
Che cosa puoi imparare dalla storia di Jono Rotman per la tua professione

E se Dante Alighieri oggi venisse convocato ad un colloquio?
Ti immagini Dante, Einstein, Napoleone davanti ad una scrivania per essere assunti?

Un candidato racconta il suo colloquio di lavoro
Una testimonianza positiva di un candidato durante le selezioni

Come farsi amica una persona influente e perché
Che cosa significa “entrare nel giro giusto” e quali vantaggi offre questa tattica di networking

Che lavoro facevano le star prima di diventare famose?
Sapevi che Harrison Ford lavorava come falegname?

Le 7 mosse che ti fanno ottenere un lavoro grazie a LinkedIn
Applica queste azioni per sfruttare al massimo il social network professionale più famoso

CHE LAVORO VUOI FARE?

Gli 8 lavori più pagati in Italia
E-Commerce, informatica e vendita tra le 8 competenze più pagate nel nostro Paese

Le otto professioni che avranno successo in futuro
Dal Coaching all’Informatica, passando per start-up e 3D: trova il settore di tuo interesse tra questi trend in crescita

Le 5 professioni web più difficili da spiegare
Social Media che? I tipi di lavoro più ostici e come spiegarli ad un neofita

Il Mental Coach: uno dei nuovi lavori vincenti
Radiografia di questo profilo molto richiesto nell’ambito sportivo a metà strada tra allenatore e psicologo

Ancora sul Mental Coach
Uno sguardo più dettagliato sulle nuove frontiere delle performance mentali

Social Media Manager: strategie eccellenti per la ricerca di un nuovo lavoro
Un annuncio e delle osservazioni per una posizione molto richiesta in ambito aziendale

Che cosa sai realmente delle competenze trasversali?
Uno sguardo d’insieme alle skills più richieste del futuro

Voglio fare il Freelance
5 domande per capire se il freelancing è davvero la tua strada

Lavorare nel mondo del marketing: opportunità e risorse
Dalla ricerca e sviluppo fino alla vendita diretta, uno sguardo d’insieme ai diversi settori del marketing

Come diventare Agente di commercio
Se ti senti portato alla vendita, ecco che cosa è utile sapere per avviarti a questa professione

Come diventare Tecnico dell’amministrazione del personale
Che cosa ti serve per lavorare nell’amministrazione e nella gestione del personale

Come diventare Esperto in formazione del personale
Quali sono i compiti e le competenze richieste per diventare “progettista di formazione

Come diventare Esperto in selezione e valutazione del personale
Ti interessa lavorare nel recruiting? Leggi quale carriera e situazione di lavoro ti aspettano

Cercasi figure professionali qualificate
Un’indagine di Manpower sui lavori richiesti e sui “buchi occupazionali” in Italia

Il Key Account: chi è?
Profilo professionale di una delle figure più ricercate

I 5 migliori siti web per chi è alla ricerca di un lavoro
Salva nei preferiti queste 5 rotte preferenziali per cercare il lavoro che desideri

Come usare la funzione Pulse di LinkedIn e perché
Anche Linkedin ha un blog e può aiutarti nella ricerca del lavoro

Le 5 app mobile che miglioreranno il tuo lavoro
Teamviewer, Expensify ed altre app per dare un boost alla tua produttività

10 lavori che puoi svolgere anche da casa
Dallo specialista al copywriter, 10 lavori tecnici e creativi che puoi svolgere al pc sulla poltrona di casa

Le migliori professioni del futuro potranno essere svolte da casa
La rivoluzione del futuro passa per un luogo di lavoro insolito

Che cosa fare per entrare nel mondo della moda
Quali sono le figure più richieste e le competenze necessarie per lavorare nella moda

Le cose fondamentali che devi sapere se vuoi cambiare lavoro
Le motivazioni ed i freni da esaminare prima di fare il grande passo

Il lavoro di internet marketer conviene davvero?
Testimonianze e consigli dai marketer italiani e stranieri

Come iniziare un nuovo lavoro… a Cuba
Le cose da sapere se vuoi trasferirti a Cuba e non vuoi aprire il classico bar sulla spiaggia

I 6 lavori che puoi fare senza una laurea
Panettiere, sarto, cuoco, falegname, meccanico ed idraulico: 6 lavori redditizi e sempre ricercati

Vuoi diventare assistente di volo? Ecco come fare
I titoli ed i requisiti richiesti per salire a bordo come cabin crew

6 step da seguire se vuoi trovare lavoro nell’Unione Europea
Cerca lavoro all’estero in pochi e semplici step

VERSO IL COLLOQUIO

Come scrivere un Curriculum vincente
Consigli, idee e suggerimenti per far colpo col tuo CV

Come scrivere un Curriculum di successo con 10 semplici regole
Prima di scrivere…conta fino a 10!

10 errori grammaticali per far cestinare immediatamente il tuo CV
Oltre la graffetta di Word, tieni a mente questi accorgimenti fondamentali

Come rendere carismatico il tuo curriculum
10 suggerimenti per migliorare subito il tuo CV in maniera esponenziale

Come scrivere una lettera di presentazione
Che cosa fare e non fare quando ti presenti ad un’azienda

Lettera di presentazione: come renderla unica e indimenticabile
Leggi l’articolo ed applica i 10 consigli per rendere irresistibile la tua lettera di presentazione

VINCERE AL COLLOQUIO

10 consigli sulla comunicazione per farsi valere al colloquio di lavoro
10 punti di vista sulla comunicazione da applicare subito a te stesso

Come fare colpo col look al colloquio di lavoro
Distinguiti scegliendo il look adatto al contesto professionale

Prepararsi al meglio al colloquio di selezione
7 cose da tener presente per confermare la buona impressione data dal tuo CV

Quali sono le domande più frequenti ad un colloquio di lavoro?
6 suggerimenti per 5 domande tra le più diffuse

Comunicare in maniera efficace al colloquio di lavoro
5 consigli per comunicare con coerenza e congruenza al colloquio di selezione

Come affrontare un colloquio di selezione nel migliore dei modi
4 Step per dare il meglio e presentarti professionalmente

9 consigli per un colloquio di lavoro perfetto
Altre osservazioni per arrivare preparatissimo alla selezione

Le 10 domande alle quali mentire sul posto di lavoro
Che cosa dire davanti alle domande più delicate e…imbarazzanti che possono capitare

7 cose da dire durante il colloquio di selezione
Fai vedere chi sei davvero applicando queste 7 semplici risoluzioni

Le regole d’oro del colloquio di lavoro
Alcune osservazioni sull’intervento di Mark Zuckerberg al Mobile World Congress di Barcellona

5 Modi per suscitare una buona impressione
Come lasciare subito il segno quando ti presenti professionalmente

5 cose da fare ad un colloquio per NON essere assunti
Evita di fare questi 5 errori che ti squalificano come candidato

10 regole per apparire al meglio al colloquio di selezione
Un decalogo semplice ed efficace

31 domande che sicuramente ti faranno durante il colloquio
E come non farti trovare impreparato

Che cosa fare e che cosa dire durante un colloquio
Ricorda: non hai una seconda occasione per dare una buona prima impressione!

Come affrontare un colloquio di lavoro ai tempi della crisi
Oggi più che mai è necessario avere le idee chiare per distringuersi

Colloquio di lavoro: le 5 domande a cui devi saper rispondere
5 test da superare assolutamente per essere assunto

Le 5 domande più frequenti ai colloqui di selezione
E come puoi rispondere efficacemente

Che cosa fare per superare il colloquio di selezione
Una strategia completa in 5 fasi e 8 consigli con tutto ciò che devi sapere per superare il colloquio

GUIDE PRATICHE

Guida pratica per trovare lavoro
3 passi immediati per darti subito da fare nella ricerca del lavoro

Guida pratica per scegliere la giusta professione
Che cosa vuoi fare da grande? Decidi con questi 3 step

Guida pratica per scrivere una lettera di presentazione efficace
Prendi carta e penna e comincia subito con questi 10 passaggi

Guida Pratica per scrivere un curriculum vitae vincente
Segui passo-passo questi 12 suggerimenti e rivoluziona il tuo CV

IL LAVORO CHE CAMBIA

Università e lavoro: quanto i genitori influenzano le nostre scelte?
Riflessioni sul rapporto genitori-figli a partire da un sondaggio di Linkedin

Fantozzi e il mondo del lavoro oggi
Il paradigma del personaggio di Villaggio per capire come sono cambiate le cose in 40 anni

Perché la disoccupazione riguarda di più i giovani?
Le ragioni e le dinamiche alla base di questo fenomeno non solo italiano

I giovani: come affrontano il problema lavoro?
L’approccio dei ragazzi e dei giovani adulti alla situazione lavorativa italiana

Strategie giovanili per contrastare la mancanza di lavoro
Tra precariato e fuga di cervelli, uno sguardo alle possibilità ed alle opportunità attuali

Quanto contano le esperienze lavorative nella ricerca di lavoro?
Come muoverti se sei un neolaureato che si è appena addentrato nel mondo del lavoro

Lavoro e mondo digitale: non è tutto oro quel che luccica
Le professioni sul web sono sempre più richieste…se le aziende ne capiscono l’importanza

Conseguire una laurea: né lavoro né guadagni
Il parere del premio Nobel per l’Economia Krugman sul reale valore attuale della laurea

Lavoro: come stare al passo coi tempi
Le figure più richieste e come possiamo aiutarti ad individuare i tuoi punti di forza

L’importanza della selezione del personale
Quanto conta e qual è l’impatto della selezione del personale per i risultati di un’azienda

Lotta alla disoccupazione, risposte incoraggianti dalla Campania
Le eccellenze regionali ed il Jobs Act per contrastare la disoccupazione

La riforma del lavoro: i problemi da risolvere
I punti critici ed un’analisi tecnica per capirci di più

L’esonero contributivo
Che cos’è ed a che serve questa novità introdotta dal Jobs Act

DOPO IL COLLOQUIO

10 frasi da non dire al tuo capo
Un altro decalogo essenziale per la tua condotta professionale

8 frasi da non dire in ufficio
Gli argomenti tabù e le cose su cui è meglio sorvolare per una vita sociale appagante al lavoro

Come farsi assumere dopo uno stage
Gioca al massimo le tue carte per trasformare uno stage in un contratto duraturo

Come fare una presentazione efficace di fronte al pubblico
Quali contenuti, quale pubblico per il tuo public speak

Non resta che augurarti buon lavoro: con tutto questo materiale ne avrai per tutto l’anno!

E se vuoi affidarti alla nostra guida – in formato cartaceo o con un consulto di persona – per massimizzare tutte le informazioni e creare un piano strategico per trovare il lavoro che vuoi, puoi scriverci qui e ti risponderemo entro 48 ore.

Ancora buon anno e buon lavoro!

5 Minuti per applicare la PNL su Te stesso ed agire efficacemente

Oggi ti aiuterò ad avere una visione di insieme su te stesso grazie al lavoro sull’identità, i valori, le credenze, le convinzioni, le capacità ed i comportamenti.

Metterò insieme tutto quello che ho scritto nei precedenti articoli – se è la prima volta che leggi, puoi partire da questo articolo e procedere a ritroso – e combineremo tutti i livelli a nostra disposizione in un esercizio chiaro e semplice. Pronto? Partiamo!

Agisci allineando Identità, Valori, Credenze, Convinzioni, Capacità, Comportamenti verso i tuoi Obiettivi.

L’esercizio che ti propongo consiste in alcune domande accompagnate da osservazioni: per ottenere i risultati migliori, ti chiedo di seguire con precisione le mie indicazioni e di rispondere “di getto” alle domande che ti porrò.

Prima di procedere,

prendi carta e penna

ed assicurati di avere

i classici “5 minuti” liberi

da impegni e distrazioni.

Se non ti è possibile ora,

salva questa pagina

nei preferiti

e ritorna appena hai tempo.

Mi raccomando!

Dai risposte immediate

brevi e concise

per ogni quesito.

Prendiamo come riferimento il tuo profilo professionale:

Identità

Chi sei professionalmente?

Che cosa hai di unico nel tuo settore di studio e di lavoro?

Chi vuoi diventare professionalmente?

Valori

Qual è il valore più importante per te sotto il profilo professionale?

Qual è il beneficio che ottieni da questo valore?

Ci sono dei valori rispetto ai quali hai un rapporto di inconsapevole incompetenza?

Credenze

Quali sono le tue credenze principali sul lavoro?

Ci sono delle credenze comuni nel tuo lavoro che saresti capace di sfidare?

Dove hai attinto le tue credenze?

Convinzioni

Quali sono le tue convinzioni potenzianti?
Quali quelle limitanti?

Capacità

Le tue capacità attuali ti consentono di raggiungere i tuoi obiettivi?

A che livello sei nell’acquisizione delle capacità che desideri?

Comportamenti

I tuoi comportamenti sono il riflesso fedele della tua identità, dei tuoi valori, delle tue credenze, delle tue convinzioni e delle tue capacità?
Come valuti il risultato dei tuoi comportamenti rispetto alla percezione che le persone hanno di te?

Come vedi, il solo riuscire a “guardare tutti insieme” questi livelli è un lavoro di per sé, necessario e fondamentale per intervenire sia nell’allineare questi livelli, sia nel modificare i punti critici di un livello specifico.

Per questo motivo ti ho chiesto di rispondere anzitutto “di getto”, poiché avrai tutto il tempo di ritornare ad approfondire e di ripetere periodicamente questo esercizio – e ti consiglio vivamente di farlo.

Come superare le Convinzioni Limitanti ed  allineare Identità, Valori, Credenze, Convinzioni, Capacità, Comportamenti verso i tuoi Obiettivi

Generalmente, quando seguo di persona un mio cliente in questo viaggio alla scoperta di se stesso, emergono delle credenze ostacolanti e delle convinzioni limitanti accompagnate dalla consueta domanda:

« Come faccio a modificare le credenze e le convinzioni

che mi paralizzano? »

Si tratta di un processo piuttosto complesso, tuttavia c’è un suggerimento che puoi subito mettere in pratica: le domande chiarificatrici, adatte a “smontare” la convinzione limitante.

Ad esempio, se sono convinto che « in Italia vanno avanti solo i raccomandati », posso effettivamente investigare se e quali dati ho a supporto di questa affermazione, se effettivamente tutti i miei amici lavorano perché raccomandati, se davvero non conosco  nemmeno una persona che occupi un posto di valore per meriti professionali: sarà facile notare – ed in questo la PNL fornisce molti strumenti a supporto – che questa convinzione non è altro che il prodotto di un processo di generalizzazione e di distorsione della realtà che, una volta portato a coscienza e “competenza”, può venire “smontato” e “rimontato” con metodo ed in linea con la direzione positiva in cui vuoi andare.

Bene! Sono sicuro che con quest’ultimo esercizio – che puoi considerare un bonus finale rispetto agli articoli precedenti – siamo riusciti a rendere ancora più chiaro e pratico il percorso verso la scoperta di te stesso e la realizzazione dei tuoi obiettivi.

Il top è che tu proceda a studiare ancora, ripercorrendo almeno un’altra volta tutte le tre tappe – i tre articoli che precedono questo post – del viaggio: fatto questo, puoi contattarmi per un colloquio di persona, telefonico o via Skype per:

 

  • identificare oggettivamente i tuoi talenti, capire come li stai utilizzando e quali migliorare
  • riflettere insieme sui tuoi valori e sulla coerenza dei tuoi comportamenti rispetto ad essi

 

  • analizzare le tue credenze e convinzioni

 

  • far emergere le tue capacità

 

  • evidenziare i tuoi comportamenti allineati con la tua identità, i tuoi valori ed i tuoi obiettivi.

Nel frattempo, buon lavoro di chiarificazione ed azione, buon finale di viaggio ed a risentirci!

Sei consapevole delle tue capacità?

Eccoci arrivati alla terza ed ultima parte del nostro percorso alla scoperta di te stesso –  qui trovi la seconda e qui la prima parte del percorso – con gli strumenti e le mappe della PNL.

Oggi passeremo in rassegna gli ultimi elementi del nostro tragitto – Capacità e Comportamenti:

  • Identità
  • Valori
  • Credenze
  • Convinzioni
  • Capacità
  • Comportamenti

ed integreremo il tutto in una prospettiva d’insieme.

Uno schema per la Consapevolezza e la Competenza delle tue Capacità

Partiamo, come al solito, intendendoci sul significato del termine “capacità”: vogliamo riferirci ad essa come ad una abilità specifica che, con l’allenamento, l’esercizio e l’applicazione, sei riuscito a trasformare in “saper fare” e che padroneggi come processo.

Generalmente, si ripartisce il processo di apprendimento in quattro precise fasi:

Incompetenza inconsapevole

  1. Incompetenza consapevole
  2. Competenza consapevole
  3. Competenza inconsapevole

Ti faccio un esempio molto semplice: imparare a guidare l’automobile.

Fase 1: quando siamo piccoli, guidare è per noi un’abilità ignota ed inaccessibile – non ci poniamo il problema, non abbiamo amici automobilisti, non rientra nella nostra quotidianità e così via. Siamo effettivamente inconsapevolmente incompetenti ed è, tutto sommato, normale ed in linea col nostro sviluppo.
Fase 2: con la maggiore età, cominciamo ad avere amici iscritti alla scuola guida o già patentati e ci rendiamo conto che essere motorizzati, per uscire ad es. nel week-end, diventa un’esigenza. Non sappiamo ancora guidare e non abbiamo ancora cominciato a prendere lezioni di guida, tuttavia questa incompetenza comincia, sotto la spinta di più fattori, ad emergere in termini di consapevolezza.

Fase 3: decidiamo consapevolmente di acquisire competenza nella guida e ci iscriviamo ad una scuola guida, cominciamo a studiare la teoria, compiamo le prime guide da principianti, sosteniamo l’esame di guida acquisendo una prima dimestichezza con l’automobile, pur non avendo ancora “automatizzato” l’apprendimento.

Fase 4: Dopo un periodo di guida continua ed efficace, il nostro apprendimento della guida comincia a divenire fluido e naturale, configurandosi come una competenza inconsapevole, spontanea ed acquisita.
Questa quadri-partizione del processo di apprendimento rappresenta un ottimo schema da tener presente:

  • per le abilità che vuoi sviluppare
  • per controllare lo “stato di avanzamento” delle abilità che stai già sviluppando
  • per stabilire le priorità nelle abilità che vuoi sviluppare, scegliendo quelle più importanti e lavorando affinché divengano competenze inconsapevoli, completamente interiorizzate ed integrate con la tua personalità.

Acquisita questa mappa per le tue competenze, passiamo ai Comportamenti.

I Comportamenti efficaci per raggiungere i tuoi obiettivi

Adesso, passiamo all’azione!

Che cos’è, infatti, un Comportamento, se non un’azione concreta che compiamo, un’azione percepibile a noi stessi e, soprattutto, alle persone con cui ci relazioniamo?

Nel nostro caso specifico, intendiamo per Comportamento, più che un’azione generica, un’azione che mira al perseguimento di uno specifico obiettivo.

Scegliere come comportarci è un’operazione delicata e complessa e c’è un elemento da tenere in conto che può aiutarti nella scelta; avrai già sentito parlare del Principio di Pareto, secondo il quale la maggior parte degli effetti è dovuta ad un numero ristretto di cause e, nella fattispecie:

  • l’80% delle informazioni utili di un libro si trova nel 20% delle sue pagine
  • l’80% del lavoro di un’azienda è svolto dal 20% dei suoi dipendenti
  • l’80% dei ricavi di un’azienda deriva dal 20% dei suoi prodotti

Il che, tradotto nell’ambito comportamentale, significa che l’80% del nostro obiettivo è ottenuto dal 20% delle azioni più importanti necessarie a raggiungerlo!

È fondamentale, pertanto, che tu abbia una chiara idea del tuo obiettivo e che sappia individuare quel particolare 20% che ti darà l’80% dei risultati!

I nostri Comportamenti rappresentano il passaggio finale di un processo che, ora che siamo arrivati alla fine del percorso, possiamo ripercorrere con uno sguardo d’insieme.

Come interagiscono Valori, Credenze e Convinzioni dando origine ai Comportamenti

Ti sarà chiaro, adesso, che i tuoi Valori, ciò che per te ha valore si tramuta in Credenze limitanti o potenzianti: queste tue Credenze influiscono sulle tue Convinzioni che ostacolano o favoriscono la tua crescita personale e che determinano, in ultimo, i tuoi Comportamenti.

I Comportamenti non restano “isolati” ma modificano noi stessi, il mondo in cui viviamo, le persone con cui ti relazioni e la percezione che le persone hanno di te.

Ti consiglio di ritornare spesso a riflettere su questo processo e di arricchire man mano – magari utilizzando un taccuino – con osservazioni ciascun livello, tenendo ben presente anche l’Identità di cui ti ho parlato nella prima parte di questa guida.

Bene! Siamo arrivati alla fine di questa terza ed ultima parte del viaggio alla scoperta di te stesso e, se hai fatto attenzione, avrai notato che abbiamo coperto davvero tutto…che ne dici?

Tieniti pronto per il bonus finale e ci vediamo la settimana prossima!

 

Sai cosa solo le credenze e le convinzioni e come influenzano le tue decisioni?

Oggi voglio proseguire con te la seconda parte del nostro percorso alla scoperta di te stesso per raggiungere chiarezza nelle tue riflessioni e nelle tue azioni con gli strumenti di precisione forniti dalla PNL.

Nella prima parte di questa guida, ti ho raccontato come ho risolto un caso aziendale individuando – tra diverse cose – il talento con la mia rielaborazione del Flash Forward Analysis.

Ho, poi, cominciato a sviluppare l’elenco che ti ho proposto, cominciando con Identità e Valori:

  • Identità
  • Valori
  • Credenze
  • Convinzioni
  • Capacità
  • Comportamenti

Proseguiamo pertanto, adesso, con Credenze e Convizioni.

Le Credenze: come ciò che ritieni certo influenza il tuo modo di vedere il mondo
Che cosa intendo quando ti parlo di credenza? Mi riferisco a quella sensazione di certezza che si prova riguardo ad una determinata cosa, ad un qualcosa di cui abbiamo una sicurezza a riguardo e che rappresenta per noi una verità assoluta.

Da dove vengono queste certezze? Generalmente – e, soprattutto, almeno fino a quando una persona non decida di propria iniziativa di esaminare o mettere in discussione le proprie credenze – le principali “fonti” delle nostre credenze sono la nostra educazione famigliare, la scuola, le amicizie, le “autorità” che abbiamo frequentato.

Dove vanno, poi, queste credenze? Vanno un po’ verso i differenti ambiti della nostra vita: l’amore, l’amicizia, la famiglia, il lavoro, la salute, la vita e la nostra identità.

La nostra vita è, dunque, regolata da una serie di Credenze che abbiamo sviluppato, di cui possiamo renderci conto e che possiamo, via via, modificare ed allineare.

Un passaggio fondamentale, pertanto, consiste nel distinguere anzitutto tra:

  • Credenze Potenzianti, “buone”, che ci fanno andare nella direzione della crescita e della realizzazione personale, ci fanno vedere le cose positivamente e ci motivano a fare di più e meglio.
  • Credenze-Limite, “cattive”, che rappresentano un ostacolo interno poiché ci forniscono un’immagine pessimistica e negativa di noi stessi.

Hai idea di che cosa possa significare avere una credenza limitante nella ricerca del lavoro?

Ti faccio un esempio banalissimo: confronta queste due frasi.

« In Italia gli unici a lavorare sono i raccomandati »

« L’impegno nello studio e nel lavoro,

oltre ogni possibile ostacolo,

ripagano sempre gli sforzi compiuti. »

Ti serve altro per capire che, se usi la prima frase come “bussola”, avrai un’esperienza profondamente diversa, nella ricerca di lavoro, rispetto all’esser motivato dalla seconda frase?

Le Convinzioni: le idee che derivano dalla nostra esperienza e ci fanno interpretare la realtà.

Le Convinzioni sono opinioni ben radicate in noi, hanno il loro fondamento su basi che riteniamo oggettive e provengono dalla nostra esperienza. Pur presentando, pertanto, un certo grado di “realtà”, è sempre bene tenere presente che si tratta di nostre interpretazioni della realtà e che non abbracciano e non possono abbracciare tutta la realtà.

Per le Convinzioni, vale lo stesso principio distintivo delle Credenze.

  • Le Convinzioni Potenzianti ci mettono in condizione di accedere positivamente a tutte le nostre risorse, in termini di tempo, abilità, motivazione, interesse, decisione.
  • Le Convinzioni Limitanti ci precludono l’accesso alle nostre risorse e ci “sbarrano” la strada verso lo sviluppo delle nostre potenzialità.

Nel caso delle Convinzioni, è utile effettuare un’ulteriore distinzione legata al contesto: una stessa Convinzione può risultare potenziante o limitante a seconda delle persone con cui siamo in relazione, ad una determinata circostanza della vita, agli obiettivi ai quali stiamo lavorando e così via.

Se ho già sostenuto un colloquio di lavoro – avendo, quindi, un riferimento di esperienza vissuta – e mi ritrovo con la Convinzione di “non esser bravo a sostenere colloqui di lavoro”, con quale atteggiamento sosterrò il prossimo colloquio? Sarò capace di far sì che questa Convinzione Limitante non abbia un’influenza su ciò che andrò a dire ed a fare?

Analizza le tue Convinzioni e Credenze per capire chi sei

Come hai potuto vedere finora, un conto è domandarti in maniera generica “chi sei”, un altro è procedere in maniera metodica e graduale verso la definizione di te stesso, partendo dall’Identità e dai Valori e proseguendo con le tue Credenze e Convinzioni.

Per concludere questa seconda parte del nostro viaggio alla scoperta di te stesso, ti consiglio di esercitarti subito nell’analisi e nella definizione delle tue Credenze e Convinzioni: puoi partire anche con semplici esercizi del tipo:

  • La vita è, l’amore è, io sono
  • Ho l’assoluta certezza di ……. rispetto a …….
  • Da dove proviene la sensazione di certezza che ho rispetto a ……. ?
  • Riesco ad accedere pienamente alle mie risorse interne quando sono convinto di …….
  • Quando invece sono convinto di ……. ho difficoltà ad accedere alle mie risorse interne.

Buon lavoro ed a presto!

Come capire chi sei ed agire efficacemente a partire dalla tua identità e dai tuoi valori

Oggi voglio iniziare con te il viaggio alla scoperta di te stesso con questa guida in cui ti mostro come rispondere alla domanda “chi sei”, servendoti di una serie di strumenti di autoanalisi derivanti dalla PNL per chiarire con precisione, dettaglio e metodo te stesso e le tue motivazioni interne ed esterne.

Prima di cominciare, lascia però che ti racconti una storia…più che una storia, un caso-storia!

Stavo curando l’organizzazione aziendale di un mio cliente – imprenditore nel settore dell’arredamento – ed ero alle prese con un problema evidente: uno dei dipendenti, addetto al settore reclami, aveva registrato nell’ultimo periodo un calo di rendimento, fatto di:

  • demotivazione sul luogo di lavoro
  • assenze frequenti ed un po’ sospette
  • reazioni poco confacenti nei confronti dei colleghi che dei clienti

Mi bastò una giornata di affiancamento per scoprire dove risiedesse il problema: dietro quei comportamenti c’era una persona tutt’altro che negativa, che ogni martedì collaborava come volontario alla mensa dei poveri del suo quartiere e che possedeva un talento empatico, di orientamento al gruppo e interesse verso le le persone e la scarsa capacità di affrontare le pressioni.

Che cos’era allora successo?

Perché quel dipendente si comportava in quel modo sul lavoro?

Andava cambiato lui o andava cambiato qualcosa? E che cosa?

Il punto era che quel dipendente, dati i suoi talenti e le sue disposizioni, viveva con forte malessere tutti i reclami dei clienti, sentendoli come propri e scaricando la tensione in tutte le relazioni della sua vita.

Immagini come si è risolto il tutto? Ho proposto al responsabile di trasferirlo dal reparto reclami al front-office, dove avrebbe potuto esprimere a pieno – e senza “controindicazioni” – il suo senso di appartenenza all’azienda, il suo entusiasmo e la sua empatia: in poche settimane i report aziendali registrarono risultati pienamente soddisfacenti per tutti.

Questo risultato è stato possibile grazie all’utilizzo dello strumento di Flash Forward Analysis – un’ottima analisi psicometrica, basata sui 16 tratti di personalità di Cattell e da me specificamente perfezionata – e, soprattutto, grazie alla mia esperienza nell’ambito dell’organizzazione aziendale.

Ed è proprio questa mia esperienza che metto a tua disposizione per affrontare i prossimi step, andando a definire chi sei secondo:

  • Identità
  • Valori
  • Credenze
  • Convinzioni
  • Capacità
  • Comportamenti

 

Sei pronto? Procediamo!

Identità: conosci e definisci la tua

Quando parlo di identità, mi riferisco a ciò che ti rende unico, ciò che fa sì che tu sia un individuo irriducibile a nessun altro individuo esistente al mondo.

Ti invito, quindi, a rispondere a queste domande:

  • Chi sei?
  • Che cosa ti piace?
  • Quali sono i tuoi talenti?
  • Che cosa sai fare di unico, di speciale che ti identifica? Riflettici sia sul piano relazionale che professionale
  • Stai vivendo la tua vita lavorativa in funzione di “quello che trovi” o stai coltivando ed impiegando i tuoi talenti e la tua unicità nella ricerca di ciò che riflette la tua identità?

Identifica i tuoi Valori

Se ti sei già preso il giusto tempo per riflettere e rispondere alle domande sull’identità, sei pronto per passare da questa ai valori.

Se io chiedessi ad una persona « qual è il valore più importante per te? » e questa persona mi rispondesse « il denaro », potrei considerarlo un valore?

Sì e no, poiché se domandassi « che cosa ti dà il denaro? », la risposta potrebbe essere « la sicurezza e l’autonomia »: ecco, dunque, altri due valori che si pongono, rispetto al primo, in una relazione di tipo gerarchico-strumentale.

Ciò detto, chiediti:

  • Quali sono i miei valori?
  • Che cosa mi danno” i miei valori?

Un altro aspetto di cui tener conto, oltre al fatto che i nostri valori sono ordinati gerarchicamente – avrai sentito spesso dire che « ognuno ha la propria scala di valori » – è che essi possono entrare in conflitto: se al primo posto della mia scala metto in ex-aequo l’onestà ed il desiderio di aiutare gli altri, che succede se un amico mi chiede di aiutarlo facendogli un favore, un favore che comporti il mentire?

Ecco che sarò posto dinanzi ad una scelta e dovrò decidere quale valore ha la priorità sull’altro.

Bene, direi che possiamo concludere qui le nostre considerazioni: proseguiremo presto il discorso cominciato qui.

Buono studio e buon lavoro!

Soft skills: la formazione più richiesta dalle aziende

C’è una cattiva notizia per chi, una volta finiti gli studi, cerca lavoro: il diploma, la laurea, così come il master non bastano. Si sente parlare sempre più spesso di soft skills,  ovvero quelle caratteristiche personali dell’individuo che entrano in gioco quando risponde ad una richiesta dell’ambiente organizzativo e che sono ritenute essenziali in ambito formativo per trasformare una conoscenza in comportamento. Questo termine è utilizzato per indicare capacità ad ampio spettro, non specifiche di una professione o di un ambiente organizzativo ed applicabili a compiti e contesti diversi.

Ma quali sono le soft skills più richieste dal mercato?

La prima, senza ombra di dubbio, riguarda il personal branding. Con questi due termini si intende la capacità di promuovere sé stessi all’interno del mercato del lavoro, rendendosi appetibili agli occhi di chi incontra il proprio profilo. Sino ad una decina di anni fa era una prerogativa delle grandi aziende, che miravano a promuovere la propria marca (il brand) per farla conoscere ai potenziali clienti. Ma questa come può tornare utile a chi cerca lavoro?

Hai presente quando qualcuno sui social scrive imprenditore di me stesso? In fondo dice la verità, ognuno di noi è l’imprenditore dell’azienda Io S.p.a., proprio per questo è importante sapersi proporre proprio come fanno aziende tipo la Coca cola o la Apple. Quando un HR ti da un appuntamento per un colloquio di selezione, stai certo che ha già da un pezzo digitato il tuo nome su Google, reperendo tutte le informazioni che può trovare sulla rete. La domanda è: queste informazioni che immagine comunicano? Il personal branding è quella disciplina che ti consente di sapere esattamente come proporre una comunicazione su di te che verte sulle tue competenze, le tue risorse e gli obiettivi che vuoi raggiungere. È la prima di cui ti parlo perché sta forse alla base di qualsiasi attività andrai a svolgere nel momento dell’assunzione.

Al secondo posto troviamo sicuramente le abilità che riguardano la comunicazione. Ma se nel personal branding si parla di una comunicazione uno a molti (ovvero te che proponi il tuo brand ad una moltitudine di persone), in questo caso mi riferisco alla comunicazione interpersonale, che si declina in:

    • Capacità di ascolto
    • Capacità di comprensione
    • Capacità di farsi comprendere
    • Capacità di negoziare
    • Empatia

Da questo punto di vista, la Programmazione Neuro Linguistica è sicuramente l’arma vincente. Nata negli anni ’70, deve il suo successo all’aver modellato le strategie di successo dei più grandi comunicatori. I suoi fondatori, Richard Bandler e John Grinder, si sono chiesti quali erano le strategie che permettevano a certe persone di ottenere enormi successi. Da qui è partita una ricerca che ha estrapolato tutte le loro azioni, rendendole disponibili a chiunque voglia ottenere i loro stessi risultati. Attualmente la PNL è saltata sulle pagine della cronaca per essere stata applicata tanto nella politica (anche quella italiana) che nel marketing. Proprio per questo una buona idea potrebbe essere quello di seguire un Pratictioner: si tratta di un corso intensivo ed esperienziale che ti permette non solo di studiare questa disciplina, ma di saperla applicare dalla vita privata a quella professionale.

La terza soft skill di cui ti voglio parlare riguarda la capacità di lavorare secondo degli obiettivi specifici. Non hai idea di quante volte sento, durante i colloqui di selezioni, candidati che dicono: “Io sono orientato al risultato, ragiono per obiettivi”. Eppure, una volta messi di fronte ad un lavoro da svolgere, non sono in grado di gestirlo. Spesso vengono meno rispetto le scadenze, altre volte rispetto alla qualità. Da questa prospettiva, a venirti in soccorso ci pensa il coaching. Si tratta di una strategia di formazione che, partendo dall’unicità del’individuo, si propone di operare un cambiamento, una trasformazione che possa migliorare le proprie potenzialità per raggiungere obiettivi personali, di team, manageriali e sportivi. Il coaching è stato da tempo riconosciuto anche come metodo di apprendimento, così come una nuova forma di leadership. Quando un HR legge sul tuo CV he hai seguito un corso di questo tipo, sicuramente non può che esserne piacevolmente sorpreso (anche solo per il fatto che sono davvero pochi i candidati che vanno oltre la formazione scolastica); e, quando si rende conto che sei in grado anche di mettere in pratica ciò che hai appreso, ecco che sali immediatamente in cima alla lista.

Insomma, la formazione classica non basta. Ma quando ti prendi il tempo necessario per aumentare le tue soft skills, sei in grado di differenziarti dalla massa degli altri candidati che, invece, si è fermata.

E tu, al momento, quali soft skills sei in grado di padroneggiare?

Una ricerca dimostra che i lavoratori più in difficoltà sono quelli con maggiori competenze

Il mercato del lavoro sembra essere un mondo sempre più difficile per i giovani che vogliono accedervi, specialmente quello italiano mostra fortissime disuguaglianze sia in termini di età, che di genere, che di area geografica e… di titoli di studio. Una recente ricerca ha dimostrato con sorpresa che l’elemento che maggiormente penalizza, per la ricerca di un impiego, è il dato anagrafico, affiancato alla mancanza delle competenze specifiche richieste dai datori di lavoro. Queste ultime il più delle volte vengono ritenute carente oppure – e questa potrebbe sembrare una contraddizione in termini – ‘eccessive’.

L’Università Bocconi di Milano ha condotto lo studio a riguardo, intitolato Employment, Skills and Productivity in Italy, nell’ambito del progetto New Skills at Work.

Ma nel dettaglio cosa ci dice questa ricerca?

Nel 2015  il profilo più avvantaggiato è quella di un maschio, tra i 40 e i 44 anni, residente al Nord e laureato. Questi ha il 50,3% di possibilità di lavorare in più rispetto al profilo più svantaggiato, che sarebbe quello di una donna, tra i 20 ed i 24 anni, residente al Sud, con licenza media o un titolo inferiore.

Il fattore età pesa per il 56% della differenza. Questi dati suggeriscono un bisogno reale di politiche rivolte ai più giovani. Anche perché i ragazzi italiani tra i 15 e i 24 anni costituiscono il 6,5% della forza lavoro, e allo stesso tempo ben il 20,3% dei disoccupati di lungo periodo. Un altro dato allarmante riguarda la differenza tra i tassi di disoccupazione dei giovani e degli adulti, tra il 2007 e il 2015, è salita dal 14% al 31%.

Ma ciò che risulta davvero allarmante è l’assenza di corrispondenza tra quello che viene imparato a scuola e le richieste del mercato del lavoro. I titoli rilasciati oltretutto sembrano essere molto poco indicativi rispetto alle effettive competenze sia dei diplomati che dei laureati.  In più, se andiamo a guardare la corrispondenza tra qualifica e posizione, la percentuale di lavoratori con delle posizioni per niente in linea con il loro titolo di studio è molto alta. Per fortuna questa discrepanza si riduce se, invece di prendere in considerazione le qualifiche, ci si concentra su un esame delle competenze: in questo caso abbiamo una percentuale 76% riconosciuti come sovraqualificati e una percentuale del 79% di sottoqualificati. Per fortuna ques la percentuale di effettivi over-skilled (circa il 14%) e under-skilled (circa il 9%) risulta in linea con il resto del mondo.

Ma l’elemento che salta di più all’occhio è che gli over-skilling sembrano essere maggiormente diffusi tra i laureati (poco più del 19%) e raggiunge una percentuale altissima (30%) tra i laureati in materie scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche. Il motivo è presto detto: la struttura produttiva italiana (soprattutto a causa della concentrazione nei settori tradizionali e della larga diffusione della piccola impresa) sembra offrire soprattutto impieghi poco qualificati, che non consentono l’utilizzo e il mantenimento delle competenze. Su questi dati la banca d’affari lavorerà per “informare i nostri futuri interventi filantropici in collaborazione con organizzazioni locali per sostenere la realizzazione di programmi di formazione professionale di alta qualità che possano contribuire a ridurre l’elevata disoccupazione”, ha dichiarato Guido Nola, senior country officer di J.P. Morgan Italia.

Il progetto di ricerca triennale, appunto il New Skills at Work , è stato varato nel 2013, ed è parte di un programma globale, del valore di 250 milioni di dollari, promosso da J.P. Morgan in Europa per contrastare la disoccupazione, migliorare la struttura del mercato e sviluppare una forza lavoro competente e capace di rispondere alle esigenze attuali e future del mercato del lavoro.

Alla luce di questo: quanto ti ritieni adatto al mercato del lavoro?

 

5 cose da fare ad un colloquio per NON essere assunti

Nella mia carriera di HR ho visto tanti candidati impacciati, insicuri o così fuori luogo da farmi domandare: “Ma che ci fa qui?

Se questo accade non è solo colpa dei candidati ma anche dell’assenza di una cultura legata alla ricerca del lavoro. Pensaci bene: durante tutto il percorso di studi, sono davvero pochi i momenti speso a parlare di questo tema. E i risultati si possono vedere quotidianamente durante i colloqui. Prima o poi scriverò un libro su tutte le cose più assurde a cui ho assistito, ma oggi non è questo il caso. Oggi ti voglio parlare di quei comportamenti così improduttivi ma così improduttivi che, nel metterli in atto, fai in modo di essere immediatamente scartato dal professionista che ti sta valutando.

Sei pronto a conoscerli?

  1. Presentarsi con i genitori

Magari per te che stai leggendo questa cosa potrebbe sembrare strana, ma ti assicuro che capita più spesso di quanto tu possa immaginare. Il candidato si presenta con la madre e il padre e questo non volge per niente a suo favore. Quello che sta comunicando è qualcosa di molto semplice e specifico: lui non è autonomo. Ora questa autonomia può mancare perché non è in grado di gestire da solo lo stress o per altri mille motivi, questo non posso saperlo. Una cosa è certa, quando un candidato si presenta con uno dei genitori ecco che sta cominciando col piede sbagliato.

  1. Mandare candidature senza alcun criterio

Questa è una pratica molto diffusa, il curriculum viene inviato ad un numero indefinito di aziende e, di conseguenza, ci si presenta a qualsiasi colloquio successivo. Questo è un comportamento che, se dal punto di vista del candidato può sembrare utile (più ami butta e più ci sono possibilità che i pesci abbocchino), dal punto di vista dell’azienda è controproducente. Devi capire che un’azienda è un po’ come una bella donna che deve essere corteggiata, e a nessuna donna piace sapere che mentre stai corteggiando lei corri dietro ad altre dieci gonnelle. Un’azienda, infatti, non cerca semplici candidati, ma cerca candidati che vogliano lavorare proprio con lei. E questo per dei motivo molto semplice: sono più affidabili. Un’azienda, infatti, quando assume un nuovo collaboratore si arroga anche buona parte della sua formazione. Fornire un ben preciso know-how è da un lato un investimento di tempo ed energie, dall’altro è un atto di fiducia dell’azienda che fornisce delle competenze ad una persona che può tranquillamente apprenderle e portarle in un’altra realtà professionale. Insomma, investire su qualcuno che da un momento all’altro potrebbe andare via, di certo non è una cosa saggia. Ecco perché, quando mandi un CV e ti presenti ad un colloquio, fai in modo che sia sempre per l’azienda con cui voi davvero lavorare.

  1. Non essere sincero

Siamo nell’epoca dell’on-line, ogni informazione (anche personale) è facilmente raggiungibile con una manciata di click, quindi meglio essere sinceri. Non solo quando si scrive un CV, ma soprattutto durante un colloquio. Ti faccio subito un esempio: giorni fa un mio collaboratore stava facendo un colloquio per un copywriter specializzato in social network. Quest’ultimo si vantava delle pagine che aveva gestito in modo forse anche un po’ eccessivo. Così il mio collaboratore gli ha fatto la domanda più ovvia: “Mi fai vedere qualcuna di queste pagine?” La reazione è stata da manuale: prima è diventato tutto paonazzo, poi ha cominciato a balbettare e alla fine si è rifiutato. Insomma, le menzogne in un modo o nell’altro vengono allo scoperto. E se non vengono scoperte in fase di colloquio, possono comunque essere scoperte durante il lavoro effettivo: magari quando un candidato a millantato competenze che non aveva e che sono state immediatamente smentite dalla prova dei fatti.

  1. Non fare domande

Come ho detto sopra, un’azienda è come una donna che vuole essere corteggiata. Se durante il colloquio il candidato non fa nessuna domanda, dimostrerà di essere ben poco interessato. La curiosità da parte del candidato è importante per il selezionatore, perché fa comprendere che c’è davvero l’interesse e la volontà di far parte di quella realtà professionale.

  1. Lasciare tesi, pubblicazioni o altro materiale non richiesto

Non hai idea di quante volte mi è capitato che un candidato, prima di andare via, mi ha lasciato del materiale completamente inutile, come ad esempio la tesi di laurea. Perché inutile? Perché salvo rarissimi casi il selezionatore non avrà mai il tempo (per non parlare poi delle motivazioni) per leggerla. Diventa soltanto un atto vanaglorioso che non porta nessun beneficio. Anzi, in certe occasioni può attirare le antipatie della persona che si trova dall’altra parte della scrivania.

Assicurati di non mettere in pratica uno di questi cinque punti e le tue possibilità di essere assunto saranno di certo superiori alla media degli altri candidati. La preparazione per un colloquio di lavoro è tutto, presentarsi di fronte l’HR preparato alle domande che si riceveranno, con la curiosità di sapere tutte quelle informazioni che ancora non si conosco sull’azienda in questione, può fare la differenza.

Per scoprire altro, clicca qui!

Come trovare lavoro dopo la laurea

Prima ci sono state le scuole elementari, poi le medie, le superiori e, infine, l’Università. E ora, dopo la laurea, è giunto il momento di trovare un lavoro.

In questo periodo, certo non è facile e lo noto dallo scoraggiamento generale che posso vedere nei giovani, quando li incontro per dei colloqui di selezione. Si approcciano al mondo del lavoro già sconfitti, come se trovare occupazione sia un’impressa non solo complessa ma anche già persa in partenza, prima ancora di cominciarla.

È ovvio che un atteggiamento del genere non ha nulla di produttivo.

In primo luogo, se anche tu hai da poco conseguito la laurea e vuoi farti strada nel mondo del lavoro, devi sapere che ci sono alcuni step che ti possono aiutare a raggiungere questo obiettivo in modo molto più efficace. Li vuoi conoscere anche tu?

Bene, allora iniziamo a darci da fare.

Informarsi presso la propria Università

Molti atenei organizzano delle partnership con aziende della città così come delle Regione. Infatti, sono numerose le aziende alla ricerca di giovani talenti, appena laureati, e non esitano per questo a reclutare i loro futuri dipendenti direttamente tra gli studenti universitari. Informati quindi sulle modalità con cui sono gestite le partnership nella tua Università. Nel caso in cui non dovessero esserci collaborazioni tra università e aziende, niente panico, questa fase di ricerca ti permetterà in ogni caso di informarti sul mondo del lavoro in generale: quali aziende e/o settori di lavoro assumono giovani laureati, come mandare una candidatura spontanea ad un’azienda, etc. L’Università, e specialmente il dipartimento “Job / Placement” o “Orientamento”, potranno inoltre metterti in contatto con aziende della città o della Regione, e consigliarti come contattarle. È sempre utile condividere la propria ricerca con chi ha una certa visione del mercato del lavoro e può orientarti nel modo giusto.

Ottieni delle referenze

Approfitta dei contatti che hai già stabilito con i professori e/o con i tuoi mentori durante gli studi, per chiedere una lettera di raccomandazione e delle referenze su Linkedin. Raccomandazioni e referenze sono indispensabili quando si cerca lavoro, poiché sono un segno di affidabilità e attendibilità per i reclutatori. Inoltre, farsi “raccomandare” è un modo per distinguersi dagli altri candidati che non avranno per forza delle raccomandazioni. Ciò non significa che senza referenze non si trova lavoro, semplicemente si ha un vantaggio in più. Chiedere una raccomandazione a un ex-datore o a un professore non ti costa nulla e prenderà solo qualche minuto del tuo e del suo tempo. E poi, sarà un buon modo di rimetterti in contatto con qualcuno perso di vista e fare networking.

Sii presente online

È opportuno sottolineare quanto sia importante oggi coltivare un network professionale anche online, e se non hai un profilo LinkedIn dovresti farlo subito. Wizbii è un altro nuovo social network ricco di opportunità professionali per studenti e neolaureati. Questo significa che tutti i lavori presentati qui richiedono poca esperienza (massimo 3 anni) ed è possibile chiedere aiuto ed informazioni ad altri utenti! Uno dei principali punti di forza dei network professionali è la possibilità di essere trovati facilmente da datori di lavoro ed agenzie, basta completare accuratamente il proprio profilo, postare articoli nei gruppi, seguire le pagine delle compagnie, e usare parole chiave nel profilo. Scegliere una foto profilo professionale aiuta a dare una migliore immagine di sé… quindi meglio non usare quel selfie in spiaggia!

Predisponiti ad uno scenario lavorativo diversificato

Da studenti e ancor più da laureandi, è opportuno predisporsi a un futuro lavorativo diversificato, non riducibile allo svolgimento meccanico di un ruolo perfettamente identificabile sin dalla scelta della facoltà. Lo scenario lavorativo è più ibrido di quanto da studenti ci si possa prefigurare, è costituito da funzioni e processi non etichettabili, da ruoli che spesso le imprese forgiano al proprio interno in modo unico, tali che non si ritrovano in altre imprese o che un ruolo etichettato con lo stesso nome, in contesti diversi prevede una serie di funzioni completamente diverse. Per cui, più che acquisire competenze che si presumano “standard” ed eseguibili meccanicamente, occorre allenarsi ad un modo di pensare e di agire “per obiettivi”, poiché questo ricalca la struttura assunta oggi dal lavoro: un susseguirsi di missioni differenti, più che di compiti assegnati dall’alto, che il dipendente deve eseguire diligentemente, da “bravo scolaro “, e consegnare al “capo”.

Una volta finita l’Università, dopo la laurea, comincia per te un nuovo capitolo della tua vita, un periodo nel quale dovrai concentrarti sulla ricerca di lavoro e soprattutto su chi vuoi diventare. Anche se non è facile trovare in prima battuta il lavoro ideale, non scoraggiarti, continua a credere nei tuoi obiettivi professionali e nella laurea per la quale hai investito tempo, energie e denaro. E per quanto riguarda il lavoro ideale, vieni a dare un’occhiata a questo libro; al suo interno ho scritto tutti segreti di noi reclutatori di Risorse Umane, tutto quello che un candidato deve sapere per uscire vittorioso dal colloquio di selezione.

Come trovare lavoro dopo il diploma

Non c’è solo la laurea tra i titoli di studio necessari per trovare un lavoro.
Anzi, per diversi neomaggiorenni la scelta di andare all’Università rischia di essere condizionata solo dal ritornello “ci vanno tutti i miei amici“.
E invece, anche il solo diploma, ancora oggi, può essere un’ottima base per affacciarsi sul mercato del lavoro, fare le prime esperienze e poi magari proseguire la propria formazione professionale su strade alternative a quella accademica.

Per evitare di fare errori e non perdere tempo, prima di iniziare la cosa migliore da fare è focalizzarsi sulle proprie capacità. Inizia a domandarti:

  • Cosa so fare?
  • Quali sono le mie potenzialità?
  • Quali sono le mie aspirazioni, per me è importante avere fin da subito un’indipendenza economica oppure sono disposto a fare qualche anno di gavetta?

Una volta che tutto questo ti sarà perfettamente chiaro, ci sono degli accorgimenti che puoi seguire per rendere la ricerca del lavoro molto più veloce ed efficace.

Se curioso di scoprirli? Bene, vediamoli nei dettagli!

Gestisci al meglio la tua presenza online

Gestisci al meglio le impostazioni di privacy, perché i futuri datori di lavoro ti cercheranno su Google, su Facebook, e ovunque in Rete: i colloqui oggi non sono più basati solo su quello che vuoi dire, ma anche sulle tracce che hai lasciato. Consapevolmente e, peggio, inconsapevolmente. Questo ovviamente non deve impedirti di esprimerti liberamente, di fare foto sciocche, o di divertirti con gli amici: nessuno ti chiede di essere irreprensibile, ma semplicemente tutti vorranno potersi fidare di te. Parla pure di politica, non avere timore di dire la tua opinione, ma fallo sempre in modo corretto, verificando le fonti, senza eccedere con la violenza verbale. Insomma: non si tratta della semplice gestione della tua presenza online, ma soprattutto del modo in cui tu vuoi essere percepito come persona.
Che impressione vuoi che le persone abbiano quando vedono i tuoi vari profili sui social network?
Prepara un CV online, che non sarà solo una pagina su Linkedin o un portfolio, ma tutto ciò di cui lasci traccia online.
 Se non hai ancora esperienze lavorative, lascia perdere il cv europeo, e scrivi una lettera appassionata e personalizzata, raccontando i tuoi hobby e le tue passioni.

Semina le basi del tuo personal branding

Quando affronti un colloquio, vestiti nel modo in cui sei e così come ti presenteresti a lavoro nei giorni a seguire: ordinato, coperto, ma sincero. Sii sempre te stesso, senza mai cadere nel tranello di dimostrarti come una persona banale. Esci dal guscio, e cerca il tuo stile. Anche il tuo abbigliamento dice chi sei, ed è inutile fingere di essere diversi, indossando abiti che non ti fanno stare a tuo agio. E usali con rispetto, perché la prima impressione conta ancora, e può creare grossi problemi e richiedere grande fatica in spiegazioni e giustificazioni, oscurando le tue capacità. Infine voglio spendere alcune parole su un particolare non da poco ma che ti assicuro spesso noto completamente trascurato durante i colloqui: parlo del lavarsi. Lo scrivo perché tanti ragazzi non si lavano adesso, e non si laveranno da adulti, e ti assicuro che in un ufficio, se non ti lavi tutti i giorni, non puoi nascondere la tua sciatteria. Si sente. E prima o poi verrai cacciato o isolato per questo. Non credere che bastino un poco di profumo o una salviettina, per mettere tutto a posto: per trovare lavoro – e tenerlo – devi lavarti tutti i giorni, e lavare anche i vestiti che indossi.

Inizia a farti una panoramica sui lavori che non hanno bisogno di laurea

Come forse già sai, ci sono dei lavori (anche molto ben retribuiti) che possono essere svolti senza un percorso di studio universitario. Qualche tempo fa ho già scritto un articolo a riguardo, al quale ti voglio rimandare per darti informazioni più dettagliate: i sei lavori che puoi svolgere anche senza laurea.

Come puoi notare, il lavoro che ti aspetta non è poco. Ciò che è fondamentale è che tu ti renda conto che puoi svolgerlo con facilità. Inizia partendo da te, da chi sei, da quello che vuoi, dalle tue aspettative e poi vai dritto verso il tuo obiettivo. Infine, se vuoi conoscere tutti i segreti dei selezionatori del personale, ti consiglio di dare un’occhiata a questo libro. Si tratta di un manuale che contiene al suo interno tutto ciò che devi sapere per superare brillantemente il colloquio di selezione. Sono certo che ti sarà estremamente utile!