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Affrontare un Colloquio di Lavoro: 3 Consigli di Empatia dagli HR

Affrontare un colloquio di lavoro con successo entrando in empatia con il tuo selezionatore è il risultato straordinario che puoi ottenere subito seguendo i 3 consigli degli HR esperti selezionati in questo articolo.

Come sarebbe essere sempre a tuo agio con un selezionatore… anche se fino ad un attimo prima eri in tensione per il colloquio?

Ti piacerebbe avere la sicurezza di rispondere con successo a tutte le domande del colloquio senza nessuna difficoltà?
Vorresti far colpo sul tuo selezionatore, prepararti al meglio ed avere sempre la risposta pronta al colloquio?

Continua a leggere l’articolo per scoprire come fare.

Affrontare un colloquio di lavoro con empatia psicologica: il tuo vantaggio segreto sul selezionatore

Immaginiamo la scena: ti ha appena chiamato l’azienda dei tuoi sogni per un colloquio.

Sei felice ed allo stesso tempo provi un po’ di agitazione perché hai l’occasione di dimostrare il tuo valore e ottenere il lavoro che hai sempre desiderato.

Cominci a domandarti: Riuscirò a fare colpo sul selezionatore? Che cosa penserà di me? E se non sono all’altezza del lavoro che mi offrono?

Forse non è il tuo caso, ma queste sono le domande che la maggior parte delle persone si fa in una situazione del genere.

E pur sembrando domande legittime, dal nostro punto di vista sono domande che spostano il focus in una direzione poco funzionale rispetto al tuo obiettivo: affrontare con successo il colloquio con l’azienda dei tuoi sogni.

Molti candidati spesso dimenticano che hanno un “vantaggio segreto” sul selezionatore e che proprio su quello possono far leva.

E sai qual è questo vantaggio? Che i selezionatori sono già interessati a loro.

Pensaci: quanti CV vede ogni giorno un selezionatore?

Saranno centinaia se non migliaia… eppure tra quelli qualcuno ha scelto proprio il tuo curriculum e ti ha chiamato per un colloquio.

Questo significa che sei già un candidato interessante e che – per il solo fatto di sederti al tavolo col selezionatore – potrai affrontare il colloquio di selezione col piede giusto.

Toccherà a te confermare e migliorare la buona impressione che hai dato col tuo CV e c’è anche un altro dato importante.

Sai qual è?

Anche il selezionatore è selezionato!

Così come per te è importante mostrare il tuo valore a lui, così lui ha il compito di mostrare il suo valore e quello dell’azienda che rappresenta.

Uno dei principali errori che commettono i candidati è proprio di dimenticare che il colloquio di selezione è una relazione tra persone ed uno scambio reciproco di valore tra te ed il tuo selezionatore.

E proprio perché si tratta di una relazione che abbiamo selezionato per te 3 consigli degli HR esperti per sviluppare l’empatia, una delle competenze più determinanti ai colloqui di selezione.

Empatia e simpatia tra candidato e selezionatore per affrontare un colloquio di lavoro come una chiacchierata tra amici

Quanto saresti capace di far colpo su un selezionatore… se affrontare un colloquio diventasse come chiacchierare con un caro amico?

Chi ha già un buon livello di empatia – la capacità di “mettersi nei panni” del proprio interlocutore – riesce a farlo ed è anche capace di suscitare simpatia nelle persone.

Nel caso specifico del colloquio, uno dei fattori determinanti è proprio il tempo.

Da un lato perché in pochissimi istanti ci si fa una prima impressione del proprio interlocutore, dall’altro perché in meno di un’ora si crea una relazione, ci si comunicano informazioni di valore e si prendono decisioni importanti.

Per ottimizzare il tempo e per consentirti di focalizzarti sulle cose importanti, ecco 3 semplici consigli da applicare per il tuo prossimo colloquio:

  1. Raccogli informazioni
    Ne abbiamo parlato anche in altri articoli: la raccolta delle informazioni ti consente di avere un maggior numero di scelte per entrare in sintonia coi selezionatori.

    Studia il sito e la comunicazione dell’azienda che ti ha selezionato, la loro sede, il profilo LinkedIn e Facebook dei tuoi potenziali selezionatori: più cose sai, più sarà facile trovare punti in comune durante il colloquio, come ad esempio le sue passioni e le cose che avete in comune.

    C’è chi dice che il colloquio di lavoro è come una sfida e devi conoscere il tuo avversario… ma come hai visto, con l’atteggiamento giusto sarà come fare una bella chiacchierata con un amico. 
  2. Immagina il profilo ideale per l’azienda e per il ruolo
    Una volta che hai raccolto le informazioni, comincia a pensare al candidato ideale per l’azienda e per il ruolo a cui aspiri e prepara una presentazione di qualche minuto in cui mostri i punti in comune tra il tuo profilo e quello del candidato ideale.
     

    Non esagerare e non barare, ma metti in risalto i tuoi risultati e le caratteristiche tangibili che puoi mettere in campo per l’azienda e per il ruolo, come se stessi rispondendo alla domanda perché dovremmo scegliere te? 

  3. Focalizza la tua attenzione sul selezionatore
    Dopo che hai preparato i punti 1 e 2, esercitati a portare la tua attenzione sul selezionatore creando empatia, quel surplus che fa la differenza. 

    Guarda come si muove, il modo in cui parla e fai attenzione sia a cosa dice che al suo stato emotivo: “mettiti nei suoi panni” anche fisicamente, rispecchiando la postura ed il ritmo di voce senza esagerare o scimmiottare.

Se ti è piaciuto questo articolo e ritieni utili i consigli, nel libro Vincere al Colloquio di Selezione trovi un sistema per affrontare un colloquio di lavoro con successo dalla ricerca del lavoro fino al colloquio finale, spiegato passo-passo in modo completo e concreto.

Clicca sull’immagine per scoprire di più.

Linguaggio Non verbale Vincente per Superare il Colloquio?

Come sarebbe assumere il linguaggio non verbale vincente al colloquio di lavoro?
Quando è corretto tenere le gambe incrociate o le mani incrociate?
Qual è la postura del corpo e l’espressione del volto adatta per fare colpo al colloquio?

Se ti interessa la risposta a queste domande, in questo articolo trovi strategie sicure per assumere il linguaggio non verbale vincente e superare il colloquio di lavoro.

Si tratta di strategie efficaci e di grande impatto che curano i dettagli che molti candidati ignorano e che possono darti ottimi risultati nel relazionarti ai selezionatori durante colloqui.

Dopo averle fatte tue, potrai preparare al meglio il tuo prossimo colloquio e raggiungere un livello straordinario di sicurezza nella tua comunicazione: non avrai più incertezze ma saprai mostrare un atteggiamento di successo con il linguaggio del corpo ancora prima di parlare.

Sei pronta/o per sviluppare il linguaggio non verbale vincente? Partiamo!

La postura del corpo dice (quasi) tutto: il segreto oltre le parole

Quante volte ti è capitato di diventare rossa/o in volto dopo aver ricevuto un complimento che ti ha stupito?
Ti sei mai sorpresa/o con le mani incrociate o con le gambe incrociate quando ti sentivi a disagio?
Hai mai notato la postura che assumi quando ti senti sicura/o di te?

Bastano queste semplici domande per mostrarci che comunichiamo con il non verbale molto più di quello che diciamo “a parole”.

Forse conosci già lo studio dello psicologo Albert Mehrabian che ha dimostrato come la comunicazione paraverbale e non verbale abbia un peso pari al 93% nella percezione delle comunicazioni e puoi sperimentare in prima persona il suo impatto rispetto alla comunicazione verbale.

Anche se non usiamo le parole, la postura del nostro corpo, i movimenti spontanei ed inconsci che facciamo, le nostre emozioni, ciò che accade in noi senza il nostro controllo diretto (come ad esempio, quando diventiamo rossi dall’imbarazzo o bianchi dalla paura improvvisa) “parlano” e comunicano molto di noi a chi ci sta davanti.

In un colloquio di lavoro, tutti questi elementi non verbali possono determinare il successo o il fallimento della comunicazione.

Siamo tutti d’accordo che è importante fare una buona prima impressione, comprendere chi abbiamo davanti e comunicare al meglio il nostro valore in maniera coerente sul piano verbale e non verbale.

Sappiamo anche che questo non sempre è possibile: a volte può capitare di entrare al colloquio un po’ tesi e preoccupati e pregiudicare così il colloquio stesso.

Ecco perché prepararti in anticipo e sviluppare un linguaggio non verbale vincente è il segreto oltre le parole per affrontare con successo il tuo colloquio di selezione.

Vediamo adesso come avere un linguaggio non verbale vincente.

Mani incrociate, gambe incrociate e l’espressione del volto da evitare per superare il colloquio

Prima regola: Attenzione a cosa comunichi!

Come hai potuto notare in precedenza, comunichiamo tante informazioni sul piano non verbale e spesso ne trascuriamo l’impatto sui nostri interlocutori.

Ecco perché è bene partire dalle posture da evitare per avere una comunicazione non verbale vincente.

  • Evita mani incrociate e gambe incrociate: anche se non sono sempre negative in sé, in genere potrebbero essere associate al sentirsi a disagio e cercare di proteggersi.Se proprio non riesci, cerca almeno di evitare le mani e le braccia incrociate che potrebbero comunicare maggiormente un segnale di “chiusura” verso il tuo interlocutore. 
  • Fai attenzione alle espressioni del volto: è uno dei “luoghi” dove è più facile notare le reazioni immediate di simpatia ed antipatia.Il tuo volto parla più di quanto pensi e sarebbe un peccato fare un cattivo colloquio per un’espressione del volto “sbagliata” nei confronti del selezionatore.
  • Evita di gesticolare troppo: così facendo potresti rischiare di comunicare nervosismo e di dare l’idea di una persona con scarsa capacità di autocontrollo. Fai attenzione ai gesti con le mani ed ai segnali del corpo che mandi senza accorgertene.Pensaci: se non riesci a controllare te stesso… perché qualcuno dovrebbe assumerti?
  • Evita di guardare l’orologio, il cellulare o di giocare con gli oggetti che hai intorno: oltre ad essere un atteggiamento poco professionale, potrebbe trasmettere l’impressione che ti stai annoiando e che la tua attenzione è già rivolta altrove.
  • Evita di nascondere le mani e… lo sguardo: tenere lo sguardo basso potrebbe venir interpretato come disinteresse o imbarazzo, mentre il nascondere le mani potrebbe comunicare un basso livello di fiducia ed un’immagine poco positiva di sé.

Forse tra questi comportamenti c’è qualcuno che fai abitualmente ed è bene accorgertene: soprattutto perché, in un colloquio di lavoro, essere fraintesi equivale a perdere un’occasione importante.

Ma con le informazioni di questo articolo potrai prepararti al meglio e non avrai più incertezze al colloquio.

Passiamo ora alla comunicazione non verbale vincente: ecco cosa fare!

Il linguaggio non verbale di successo: come comunicare con il corpo e vincere il colloquio!

Ora che sai che cosa non fare, è importante focalizzare la tua attenzione sui gesti che condizionano il colloquio di lavoro e sul linguaggio non verbale di successo per vincere al colloquio.

Non sono poche le ricerche Google su “linguaggio del corpo postura” o “significato postura del corpo”, eppure se vuoi superare il colloquio ci sono altri aspetti importanti da sviluppare.

Partiamo anzitutto da un elemento importante: la comunicazione paraverbale.

Il modo in cui dirai le cose durante il colloquio sarà molto importante: allenati a parlare in modo chiaro, calmo e sicuro ed evita il più possibile di parlare sottovoce o di usare un tono alto.

Oltre a leggere la postura del tuo interlocutore per capirne le aspettative, puoi ascoltare anche il tono ed il ritmo della sua voce e regolarti in modo che le caratteristiche della tua voce siano simili alla sua, senza snaturare il tuo parlato naturale.

Consiglio: un ottimo esercizio è allenarti con una persona di fiducia e notare le differenze: in questo modo renderai tutto più realistico e sarai ancora più efficace nel colloquio reale.

Veniamo al comportamento non verbale e ad uno dei momenti più importanti del colloquio: il saluto iniziale.

  • Cura con attenzione la stretta di mano: dev’essere non troppo potente, ma decisa.Il nostro modo di stringere la mano dice molto di noi: generalmente, una personalità dominante tende a dare una stretta forte, mentre un carattere esibizionista tende a stringere eccessivamente. Al contrario, le personalità schive e diffidenti tendono a dare la mano in modo fiacco.
  • Mantieni una postura ed una posizione degli arti “aperta”: siediti comoda/o, appoggia la schiena sulla sedia e tieni le gambe e le braccia libere.
  • Tieni lo sguardo sul tuo interlocutore senza abbassarlo: generalmente, i candidati assunti con maggior frequenza sono quelli che guardano di più i selezionatori.
  • Rilassati e respira con calma: mantieni il tuo respiro regolare, soprattutto se avverti un po’ di tensione nel corso del colloquio.
  • Sii naturale: così come è bene che ti prepari e lavori sulla comunicazione non verbale prima del colloquio, così è vero che al colloquio puoi esprimerti in maniera naturale!Non preoccuparti di governare tutta la tua comunicazione non verbale, ma focalizzati sugli aspetti più importanti dal tuo punto di vista.

Il linguaggio non verbale (e verbale) di successo per vincere al colloquio in un libro dal prezzo super!

Complimenti per aver completato la lettura di questo articolo!

In pochi minuti hai fatto un importante passo avanti per avere una comunicazione di successo al colloquio di lavoro.

Esercitati e noterai in prima persona il livello straordinario che raggiungerai nella comunicazione verbale e non verbale, l’assenza di incertezze al colloquio e l’atteggiamento di successo che avrai ancora prima di parlare.

E se ti è piaciuto quello che hai letto, sappi che questo articolo è solo una parte delle strategie avanzate che trovi nel libro Vincere al Colloquio di Selezione insieme ad un percorso completo passo-passo che ti accompagna dal settaggio degli obiettivi fino a vincere il colloquio ed ottenere proprio il lavoro che sogni!

Clicca qui per scoprire il libro e migliorare in un colpo solo la tua comunicazione e la tua carriera.

Outfit colloquio di lavoro: come vestire per fare colpo?

È meglio un abbigliamento formale o informale per un primo colloquio?
Come scegliere il look lavoro più efficace per vincere al colloquio di selezione?
In quali ambienti va bene indossare i jeans al colloquio di lavoro?
Bisogna vestirsi sportivi? Che succede se una persona va vestita casual ad un colloquio?

In questo articolo trovi consigli pratici per scegliere l’abbigliamento ed i colori più efficaci secondo gli HR ed avere successo al colloquio di lavoro.

I consigli che troverai non saranno semplici suggerimenti di stile e di moda, ma delle vere e proprie strategie di comunicazione per usare il tuo abbigliamento come un elemento di forza che ti fa acquisire valore agli occhi dei selezionatori.

Nel libro Vincere al Colloquio di Selezione questo argomento viene trattato ampiamente e fa parte di un percorso passo-passo che ti porta a trovare il lavoro che vuoi in tempi rapidi.

Sei pronta/o per scegliere il tuo outfit lavoro di successo? Partiamo!

Abbigliamento colloquio di lavoro: dimmi come vesti e ti dirò se ti assumo

È inutile girarci intorno: per prima cosa devi evitare di fare una brutta prima impressione!

Secondo ormai diversi autori e ricercatori il nostro cervello impiega solo 7 secondi per farsi una prima impressione spontanea della persona che abbiamo davanti: non abbiamo mai una seconda occasione per fare una buona impressione ed è più facile vincere un colloquio che comincia bene piuttosto che un colloquio iniziato con una brutta prima impressione.

Una delle prime cose che il selezionatore ricorderà di te sarà proprio la prima volta che ti ha visto, le prime parole che hai detto e la prima impressione che hai suscitato.

Outfit ragazza, ragazzo, donna o uomo non fa differenza. La domanda è: come presentarsi ad un colloquio di lavoro senza fare una brutta prima impressione?

Non esiste una risposta univoca, ma rispetto all’abbigliamento c’è sicuramente uno standard da seguire rispetto al “come” vestire.

Può sembrare qualcosa di scontato, ma ancora oggi molti candidati fanno poca attenzione a come vestirsi per un colloquio di lavoro e finiscono per dare l’impressione di avere una scarsa attenzione al contesto ed ai dettagli.

E se anche tu dai questa impressione rispetto al tuo modo di presentarsi, puoi immaginare che cosa penserà il selezionatore rispetto ad assumerti o meno… Ma tu puoi evitare che questo accada, evitare di fare una brutta impressione e vincere al colloquio di selezione!

Tutto quello che devi fare è seguire i consigli e mettere in pratica su come vestirsi per un colloquio.
Per il primo colloquio di lavoro – a prescindere dalla scelta dell’abbigliamento formale o informale – gli HR consigliano di:

  • Evitare abiti consumati e non stirati
  • Evitare abiti inadatti alla propria forma fisica
  • Evitare di avere mani, barba e capelli poco curati
  • Evitare “eccessi” in fatto di profumi e dopobarba
  • Non indossare accessori troppo appariscenti
  • Evitare make-up troppo vistosi
  • Evitare o ridurre al minimo i colori sgargianti
  • Eliminare accostamenti di colori troppo audaci
  • Astenersi da un abbigliamento ed uno stile troppo informale

Seguendo questi consigli puoi avere la certezza di evitare una cattiva impressione rispetto al tuo outfit da lavoro: il passo successivo è fare non solo una buona impressione, ma un’impressione così positiva da lasciare il segno e vincere il colloquio di selezione.

Abbigliamento informale o abbigliamento formale: ecco perché non conta nulla!

Ok, adesso che sei al riparo dal fare una cattiva impressione, è il momento di fare colpo e lasciare il segno col tuo abbigliamento.

Devi pensare al tuo abbigliamento come ad un elemento strategico della tua comunicazione.

Nel libro Vincere al Colloquio di Selezione c’è un capitolo intero dedicato a come migliorare la comunicazione verbale, paraverbale e non verbale per ottenere il lavoro che vuoi in tempi rapidi e – da questo punto di vista – il modo in cui ti vesti parla di te, del tuo modo di presentarti e soprattutto della capacità più utile per scegliere l’outfit di successo al colloquio di lavoro.

Si tratta di una capacità specifica.

La capacità di calibrare il contesto ed acquisire le informazioni più importanti in funzione del risultato che vuoi ottenere.

Per questo motivo, se non hai un’idea chiara del risultato che vuoi ottenere e non hai acquisito le informazioni che ti servono dell’azienda che ti chiama per il colloquio, chiederti se è meglio un abbigliamento formale o informale è una domanda inefficace.

Un esempio su tutti: Google e Facebook sono tra le aziende più ricche al mondo e i loro presidenti e manager hanno un abbigliamento informale.

Certo, probabilmente tu che leggi starai pensando ma io non devo fare mica il colloquio con Google o Facebook!

Perfetto: perché stai per scoprire come scegliere il look lavoro più efficace per vincere al colloquio di selezione… anche se ti chiameranno le aziende più importanti al mondo!

Outfit colloquio di lavoro: abbigliamento e colori secondo gli HR per farti assumere anche da Google!

Ok, questa è la parte più importante dell’articolo.

Non troverai outfit speciale, non ci sarà nessun personal stylist e nessuna foto da rivista per prendere spunto dall’abbigliamento dei migliori businessman.

Ma quello che troverai è la chiave per farti assumere da qualsiasi azienda e lasciare il segno con il tuo abbigliamento.

Prima abbiamo detto che la capacità più utile è quella di calibrare il contesto ed acquisire le informazioni più importanti in funzione del risultato che vuoi ottenere.

Ecco cosa fare:

  1. Scegli il risultato che vuoi ottenere dal primo colloquio
  2. Acquisisci informazioni sull’azienda
  3. Scegli il tuo abbigliamento in funzione dei punti 1 e 2

Tutto qui? Certo!

Una volta che hai fatto bene il primo punto, la chiave sta nel punto 2.

Studia il sito internet dell’azienda con cui farai il colloquio, vai alla ricerca di valori, obiettivi, mission e vision aziendali, segui i canali social alla ricerca di video e foto che mostrino la vita quotidiana dell’azienda: se raccogli bene queste informazioni, tutti i dubbi su cosa indossare svaniranno e saprai subito quale outfit scegliere per il colloquio.

Puoi fare anche di più: puoi chiedere ad un amico o ad una persona di fiducia di fare il “mistery client”, ovvero di fare da cliente in incognito per entrare in contatto diretto con l’azienda e scoprire, oltre all’abbigliamento, lo stile e l’aria che si respira nella quotidianità aziendale.

Una volta raccolte tutte queste informazioni, fatti questa domanda.

In funzione del risultato che vogliono ottenere e delle informazioni acquisite, qual è l’abbigliamento più adatto che posso scegliere per il colloquio con quest’azienda?

E che sia formale o informale, eccoti alcuni consigli efficaci per la scelta dei colori e degli abbinamenti:

  • Rosso: il colore dalla reazione emotiva forte, simbolo di leadership e comando. Da usare con equilibrio, ottimo per gli accessori ed i dettagli.
  • Blu: il colore del business e della professionalità, ideale per dare l’impressione di essere affidabili. Molto interessante se “spezzato” nel look da giallo o rosso.
  • Giallo: il colore della curiosità e della creatività, adatto all’insegnamento e da usare con moderazione per evitare di dare un’impressione “frivola”
  • Verde: il colore della vitalità e della grinta, da evitare nei colloqui per posizioni non di leadership. Si abbina bene al tempo libero ed alla stabilità.
  • Viola: il colore della saggezza, utile per comunicare la capacità di gestire problemi, abbinato al grigio trasmette l’impressione di competenza ed apertura.
  • Marrone: non è tra i colori preferiti in ambito business, ma è un colore rassicurante privo di aggressività e molto indicato per il tempo libero.
  • Nero: il colore dell’eleganza per antonomasia, nel tempo ha perso autorevolezza nei contesti business ed è maggiormente indicato nei contesti creativi.
  • Grigio: il colore dell’autorevolezza equilibrata ed imparziale, basta abbinarlo ad una cravatta o ad una camicia diversa per cambiare completamente look.

Outfit colloquio di lavoro: ottieni il lavoro che vuoi in tempi rapidi col supporto professionale di un HR esperto!

Bene, ora hai tutto quello che ti serve per sapere sempre come presentarsi a un colloquio di lavoro!

Non solo sai come evitare di fare una brutta prima impressione, ma hai anche dei consigli strategici e pratici per calibrare il contesto ed acquisire le informazioni più importanti in funzione del risultato che vuoi ottenere.

In questo caso hai lavorato in funzione di come vestirsi a un colloquio, ma puoi farlo anche per ottenere il lavoro che vuoi in tempi rapidi.

Se ti interessa ottenere il lavoro che vuoi e che hai sempre sognato, il modo più rapido ed efficace per farlo è avere il supporto professionale di un HR esperto.

Clicca qui per compilare il modulo: un HR esperto del nostro team ti contatterà per un primo colloquio gratuito conoscitivo.

 

Trovare lavoro con LinkedIn: la Guida facile ed essenziale per partire bene.

Trovare lavoro con LinkedIn: come sarebbe ricevere tante richieste di colloquio dalle tue aziende preferite per il lavoro che hai sempre sognato?

In questo articolo trovi una guida facile ed essenziale per partire bene su LinkedIn, il social network più potente per cercare lavoro. Scoprirai come usarlo in modo strategico per ottenere il lavoro che vuoi ed imparerai un approccio alla ricerca di lavoro ben diverso dal classico “mandare CV a raffica”.

Se hai cercato su Google “LinkedIn offerte lavoro”, sei sulla pagina giusta! Sei pronto? Al lavoro!

Come usare LinkedIn per trovare lavoro: le basi essenziali.

Ma chi l’ha detto che si può trovare lavoro con LinkedIn? C’è crisi, le aziende non stanno assumendo e nessuno che conosco ha trovato lavoro su LinkedIn…

Forse non hai mai fatto un pensiero del genere, ma è comunque bene avere qualche informazioni in più per capire perché essere attivi LinkedIn è un ottima mossa per trovare lavoro.

Prima informazione: LinkedIn conta 562 milioni di utenti nel mondo e 11 milioni in Italia con il 23% di utenti attivi quotidianamente.

Praticamente, ogni giorno oltre 2 milioni e mezzo di italiani sono attivi su LinkedIn per lavoro.

Seconda informazione: LinkedIn come funziona? Come Facebook: è anzitutto un social network.

Questo significa che i profili LinkedIn degli utenti non sono una casella e-mail dove inviare il CV o chiedere di essere assunti, ma dei professionisti in carne ed ossa che creano relazioni per i loro obiettivi professionali.

Se sei capace di comprendere i loro obiettivi – e in particolare gli obiettivi dei selezionatori delle aziende di tuo interesse –  puoi ottenere ottimi risultati con LinkedIn.

Ad una condizione: devi avere tu per primo obiettivi chiari e ben definiti e sapere come usare LinkedIn.

Autorevolezza e Network: le competenze LinkedIn sconosciute ai più.

Se nei tuoi obiettivi su LinkedIn non c’è “generare autorevolezza” e “fare network”, non iscriverti neanche!

Il tuo primo obiettivo su LinkedIn dev’essere chiaro e devi decidere:

  • che risultato vuoi ottenere
  • che tipo di lavoro vuoi fare
  • i professionisti e le aziende in linea con il lavoro che vuoi fare
  • come fare network e generare autorevolezza

Non ti puoi consentire di cercare “un lavoro qualsiasi” ma devi essere molto preciso in questa fase: se non lo fai, rischi di mancare il bersaglio su LinkedIn.

Se hai bisogno di fare chiarezza su questo aspetto, nel libro Vincere al Colloquio di Selezione trovi un capitolo intero dedicato esclusivamente agli obiettivi.

Una volta che hai fatto questo, puoi cominciare a fare network e generare autorevolezza con i professionisti e le aziende in linea col lavoro che vuoi fare.

Sai già come farlo? Continua a leggere per capire come fare.

Contatto LinkedIn e offerte di lavoro: come farti assumere senza mandare CV

Ok, abbiamo visto che devi trovare dai professionisti e dalle aziende che hai selezionato ed anche “farti trovare” da loro.

Il primo passo è dunque inviare una richiesta di contatto LinkedIn ed ampliare la tua rete.

Prima di inviare una richiesta, è bene che tu abbia una checklist del tipo:

  • Iscrizione LinkedIn
    Iscriversi a LinkedIn è gratis, basta andare su www.linkedin.it e puoi acquistare i piani Premium per essere più visibile ai selezionatori.
  • Immagine sfondo LinkedIn
    Dev’essere un’immagine di impatto, in linea col lavoro che vuoi fare. Lo sfondo LinkedIn è uno degli elementi che viene visto per primo.
  • Foto profilo LinkedIn
    Scegli una foto professionale, assolutamente da evitare foto a figura intera. L’ideale sarebbe avere una foto scattata da un professionista.
  • Collegamenti LinkedIn
    Quanti collegamenti hai? Punta ad averne almeno 500, la maggior parte dei quali dev’essere sempre relativa al lavoro che hai scelto di fare.

Questa checklist rappresenta la base per fare network e generare nuovi contatti: la cosa fondamentale è che tratti ogni contatto come una persona in carne ed ossa, quindi inviando un messaggio personalizzato di presentazione ad ogni nuova richiesta.

Adesso viene il bello: generare autorevolezza nei confronti dei professionisti e delle aziende di tuo interesse.

Questo significa essere attivo su LinkedIn e LinkedIn job, partecipare ai gruppi, commentare gli articoli ed i post e pubblicare tuoi contenuti in modo da:

  • dare evidenza che sei esperto nel lavoro che hai scelto di fare
  • mostrare che puoi essere utile ai professionisti ed alle aziende che segui

Questo ti consentirà di scrivere un riepilogo del tuo profilo e fare una checklist delle competenze LinkedIn in maniera molto mirata e specifica per il settore che hai scelto.

Il segreto per fare questo è molto semplice, perché devi studiare:

  • il mercato e gli annunci di lavoro pubblicati su LinkedIn nel tuo settore
  • le comunicazioni e post di aziende e professionisti influenti
  • le news del settore pubblicate online ma non ancora su LinkedIn

Un piccolo trucco: trova le parole chiave degli annunci e delle conversazioni nel tuo settore ed inseriscile nel tuo profilo LinkedIn, nel riepilogo, nel nome e nella headline.

In questo modo potrai curare le relazioni ed ampliare la tua rete in modo strategico e funzionale ai tuoi obiettivi: se saprai fare questo, arriverà presto il momento in cui le aziende che hai scelto ti sceglieranno senza neanche guardare il tuo CV!

LinkedIn offerte di lavoro senza CV: quello che sbagliano tutti… tranne te!

Bene! Hai quasi tutto pronto e sai che su LinkedIn lavoro c’è, anche senza neanche mandare il CV!

Facciamo una breve verifica. Hai già le idee chiare su questi quattro punti?

  • Che risultato vuoi ottenere
  • Che tipo di lavoro vuoi fare
  • I professionisti e le aziende in linea con il lavoro che vuoi fare
  • Come fare network e generare autorevolezza

Se hai risposto sì per tutti i punti, allora puoi procedere in autonomia ed avrai successo!

Nella maggior parte dei casi, purtroppo, le cose sono molto diverse: la maggior parte delle persone fa il pieno di tecniche e trucchi per ottimizzare il profilo LinkedIn… ma sbaglia completamente a settare gli obiettivi ed i risultati che vuole ottenere e non ha una strategia per fare network e generare autorevolezza.

Se anche tu pensi che potresti correre questo rischio, puoi richiedere senza impegno maggiori informazioni cliccando qui e ricevere il supporto del nostro staff di esperti HR.

Se hai letto fin qui è chiaro che la cosa ti interessa – ed hai capito che LinkedIn funziona! – e non c’è davvero nessun motivo per non richiedere maggiori informazioni senza impegno per ottenere il lavoro che vuoi.

5 Lauree che danno lavoro al 100%

5 lauree che danno lavoro al 100% secondo AlmaLaurea

Quali sono i corsi di laurea che offrono più lavoro e che università scegliere per trovare lavoro?

Perdona il gioco di parole, ma laurearsi in lauree che danno lavoro è qualcosa di molto importante per la tua vita.

In un mercato dove domanda ed offerta di lavoro non sempre vanno d’accordo, scegliere lauree triennali che danno lavoro – e in generale, le lauree più richieste – consente di cogliere le novità lavorative e le opportunità più redditizie sul mercato.

Dalla XX Indagine sulla Condizione occupazionale dei Laureati di AlmaLaurea, il Consorzio Interuniversitario di riferimento per le statistiche occupazionali dei laureati, sono emersi dei dati molto interessanti in base ai quali decidere che facoltà scegliere ed i lavori che fanno guadagnare.

Se sei uno studente – ma anche se sei già laureato – ti consiglio, in prospettiva lavoro, di leggere con attenzione questo articolo sia per scoprire l’università con più sbocchi lavorativi che le migliori lauree secondo AlmaLaurea.

Lauree che danno lavoro: i dati interessanti di AlmaLaurea

Il primo dato interessante che emerge è questo: la facoltà di Legge rimane una delle più difficili per trovare lavoro, sia a tre che a cinque anni dalla laurea.

Un secondo dato, un po’ a sorpresa, è che i laureati in Comunicazione – facoltà talvolta bistratta sui social – hanno un buono stipendio netto in linea con la media nazionale.

Oltre a questi dati, è sempre bene tenere presente i 3 macro settori:

  • discipline scientifiche
  • discipline economico-aziendali
  • discipline umanistiche

e rilevare una maggiore percentuale di occupati nelle discipline scientifiche rispetto alle discipline umanistiche, attestandosi ai primi posti tra le facoltà che danno lavoro.

Lauree che danno lavoro: le 5 lauree sicure al 100%

Un dato che sicuramente interesserà i neo-laureati è quello che riguarda lo stipendio ed il tasso di occupazione per i laureati magistrali a 3 anni dal conseguimento del titolo, che completa i dati sulle facoltà universitarie triennali.

In questo caso, è possibile stilare una classifica delle “lauree migliori” e delle 5 professioni a più alto tasso occupazionale e con lo stipendio medio più alto:

  1. Sicurezza informatica
    Tasso di occupazione dei laureati: 100%
    Stipendio netto: 1.823€ al mese circa
  2. Scienze della difesa e della sicurezza
    Tasso di occupazione dei laureati: 95%
    Stipendio netto: 1.865€ al mese circa
  3. Ingegneria navale
    Tasso di occupazione dei laureati: 90%
    Stipendio netto: 1.843€ al mese circa
  4. Ingegneria aerospaziale e aeronautica
    Tasso di occupazione dei laureati: 95%
    Stipendio netto: 1.691€ al mese circa
  5. Ingegneria meccanica
    Tasso di occupazione dei laureati: 96%
    Stipendio netto: 1.683€ al mese circa

Tirando e somme, possiamo confermare che le università che danno lavoro e le migliori lauree per trovare lavoro vedono una netta presenza delle discipline scientifiche, seguite da quelle economico-aziendali (Scienze dell’economia con 87% di occupati e stipendio medio di 1.371€) e da quelle umanistiche (Relazioni internazionali con 80% di occupati e stipendio medio di 1.314€).

Lauree che danno lavoro: che cosa fare (anche se hai già una laurea)

I dati dell’indagine AlmaLaurea ci riportano dati fedeli e danno una fotografia di un quadro che conosciamo già delle facoltà universitarie consigliate.

C’è però un dato che voglio farti notare: scegliere lauree che danno lavoro è un’azione fondamentale… ma non è tutto!

Ti parlo ovviamente di qualcosa di molto diverso dal cercare la laurea più richiesta oppure le facoltà più facili o le facoltà più utili.

Forse tu che leggi hai già una laurea a bassa percentuale di occupazione e con uno stipendio mensile medio più basso rispetto alle materie scientifiche.

Oppure hai già un lavoro e vieni da una facoltà con più sbocchi lavorativi, ma vuoi distinguerti in questo mercato sempre in movimento tra domanda ed offerta di lavoro.

Forse vuoi trovare nuove opportunità lavorative per guadagnare di più, avere più tempo per te e raccogliere nuove sfide, o semplicemente il tuo stile è “voglio lavorare subito” ed ottenere risultati nell’immediato.

In entrambi i casi – e soprattutto, se sei ancora alla ricerca della tua strada – un’azione di successo che puoi fare è richiedere una consulenza con un HR Senior per:

  • Conoscere e misurare i tuoi talenti
  • Fissare i tuoi obiettivi di lavoro
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Ad maiora

Dr Roberto Castaldo

Il metodo Star suggerito dai selezionatori per superare con successo il colloquio di lavoro

Metodo Star: come sarebbe un avere un metodo a prova di selezionatori per superare con successo il colloquio di lavoro?

In questo articolo puoi apprendere il metodo Star in 4 fasi ed applicarlo con successo nei tuoi colloqui di selezione e professionali.

Sei pronto a scoprirlo? Continua a leggere!

 

Il metodo Star: che cos’è e come funziona

Ti hanno mai chiesto, durante un colloquio, domande come queste?

  • « Mi racconta un episodio in cui… »
  • « Ti ricordi quella volta che.. »
  • « Può fare un esempio di quando le è capitato.. »

Bene, queste sono le domande più adatte per applicare il metodo Star.

Come puoi notare, si tratta di domande su eventi passati già accaduti nei quali hai attuato un certo comportamento.

Queste domande servono proprio a comprendere come si comporterà una persona in una data circostanza, sulla base di come si è già comportata in passato.

Rispondere con successo a queste domande può farti guadagnare molti punti durante il colloquio di lavoro e darti autorevolezza nei confronti del selezionatore.

Come si fa a rispondere con successo a queste domande?

Col metodo Star, ovviamente!

Il metodo Star è infatti un metodo efficiente per rispondere alle domande seguendo un preciso schema in 4 fasi:

  1. (S) Situazione: l’evento, dell’ambiente, del “dove” e “quando”.
  2. (T) Task/Target: il risultato da ottenere e delle sfide, del “perché” e del “cosa” fare.
  3. (A) Azioni: le azioni che hai messo in campo, il “come” hai fatto ad ottenere il risultato.
  4. (R) Risultati: l’esito finale: i successi, i numeri ed i risultati quantificabili.

In queste 4 semplici fasi c’è un metodo molto utile che è bene padroneggiare per i colloqui di lavoro e per tanti altri contesti professionali.

Certo, durante un colloquio di lavoro hai poco tempo per pensare ad una risposta, ma forse sai già che puoi cominciare ad allenarti con sessioni di 21 minuti per fare del metodo Star un’abitudine.

Nel frattempo, eccoti alcuni consigli da seguire per prepararti alle domande:

  • Ascolta con attenzione.
    Nella domanda del selezionatore ci sono tutte le informazioni necessarie: ascolta in silenzio fino alla fine della domanda.
  • Assicurati di aver capito la domanda
    Prima di rispondere, fai passare 7-8 secondi dalla fine della domanda.
    Se necessario, riproponi la domanda al selezionatore per essere sicuro di aver capito.

  • Prepara la tua risposta
    Nei 7-8 secondi che farai passare, organizza i pensieri e dai una struttura alla tua risposta.
  • Misura il tempo della risposta
    Cerca di rientrare nei 3 minuti di risposta: un tempo ottimo per raccontare nel dettaglio e mantenere viva l’attenzione del selezionatore.
  • Prepara delle risposte ulteriori

È probabile che il selezionatore possa farti altre domande relative alla tua risposta: immagina quali domande potrebbe farti, se si tratta di domande a risposta chiusa “sì”, “no” o se richiedono un discorso più ampio.

Bene! Adesso possiamo vedere un esempio di applicazione pratica del metodo Star.

Il metodo Star: come si usa

Ecco un esempio di come puoi mettere in pratica il metodo Star.

Immagina che un selezionatore ti domandi: ti è mai capitato di rispondere alle critiche? Come ci sei riuscito?

Una risposta col metodo Star può essere strutturata così:

Situazione: Sì, ero responsabile per un’azienda nel settore food. Uno dei miei compiti principali era organizzare riunioni settimanali per scegliere i prodotti. Dopo gli incontri, incontravo il mio staff per delegare le attività. Ho sempre usato un approccio diretto e chiaro coi miei collaboratori e sembrava andare molto bene.

Task: Qualche mese dopo, il mio area manager mi fa notare dai feedback dello staff che potevo migliorare le mie competenze di delega. Non vi nascondo che la cosa mi sorprese, perché mi ritenevo competente a riguardo, essendo chiaro e diretto. Ho accolto il feedback e abbiamo preso accordi per considerare un cambiamento.

Azioni: Riflettendoci, ho notato due aree di miglioramento del mio approccio alla delega. Per prima cosa, ho notato che davo troppo risalto al risultato finale senza fornire dettagli importanti per procedere. In assenza di questi dettagli, tutto il processo di azione veniva rallentato. In seconda battuta, quello che per me era “chiaro” lo era sì dal mio punto di vista… ma spesso i miei collaboratori evitavano di chiedermi chiarimenti perché travolti dalla mia energia.

Dopo aver riflettuto, nell’incontro successivo ho ringraziato il mio staff ed ho subito cambiato il mio approccio in modo da dare dettagli e chiedere espressamente di chiarire quello che non era chiaro.

Risultati: In questo modo, abbiamo ridotto del 20% i tempi di realizzazione delle medesime attività ed abbiamo raggiunto un livello di dettaglio superiore nelle nostre comunicazioni, cosa che ha avuto un impatto anche sui nostri rapporti perché ci vediamo più spesso anche al di fuori del contesto lavorativo.

Visto come si fa? Ora tocca a te allenarti!

 

Il metodo Star: come applicarlo con successo

Come hai potuto vedere, il metodo Star può davvero farti superare con successo il colloquio di lavoro.

È un ottimo metodo: prima cominci ad usarlo, prima aumenterai le possibilità di superare un colloquio professionale.

Ma un metodo funziona davvero quando è inserito in una strategia.

Nel mio libro Vincere al Colloquio di Selezione c’è la strategia e tutte le informazioni che ti servono per usare al meglio il metodo Star.

Forse non sai che anche un colloquio di selezione ha 4 fasi:

  1. Riscaldamento
  2. Esame del candidato
  3. Richiesta di informazioni
  4. Chiusura

Per applicare con successo il metodo Star, Vincere al Colloquio di Selezione con le sue 4 fasi rappresenta la strategia che più velocemente può portarti ad ottenere il lavoro che vuoi.

Clicca qui per accedere al libro.

 

Ad maiora

Dr Roberto Castaldo

Il lavoro del futuro e le competenze richieste dal mercato Per il lavoro del futuro ci saranno 2 milioni e mezzo di richieste in Italia: scopri le competenze per averlo

Il lavoro del futuro: quale sarà e quali sono le competenze richieste dal mercato?

Se stai cercando lavoro o vuoi cambiare lavoro, forse ti sarà utile sapere che – in base ai dati ed alle previsioni di Unioncamere e del Ministero del Lavoro per il 2020 – presto in Italia saranno disponibili oltre 2 milioni e mezzo di nuovi lavori.

Si tratta di una notizia che apre orizzonti e possibilità molto interessanti per le persone ed i professionisti capaci di prepararsi al cambiamento degli scenari lavorativi e tecnologici ed orientati a sviluppare le competenze richieste dal mercato, soprattutto sotto il profilo dell’alta specializzazione.

Vediamo quindi che cosa dice il rapporto Unioncamere e che cosa fare per prepararsi al meglio al lavoro del futuro.

Il lavoro del futuro: il rapporto Unioncamere

Il primo dato positivo di Unioncamere riguarda lo scenario ottimale della crescita dell’occupazione, che potrebbe far aumentare il numero di nuovi lavori da  2.500.000 a 2.941.000 richieste.

C’è un dato di partenza molto interessante: il 35% delle competenze richieste oggi è destinato a scomparire nei prossimi 5 anni, così come il 33% delle professioni verrà sostituito dalle cosiddette smart machines.

Un secondo dato importante di Unioncamere riguarda il grado di specializzazione.

  • Rispetto all’alta specializzazione, 2 persone su 5 che troveranno lavoro entro il 2020 avranno una qualifica elevata, il 5% in più rispetto al 2016.
  • La richiesta di figure intermedie scenderà del 2% portandosi al 31% della domanda totale
  • La ricerca di figure non qualificate resterà stabile al 27%

Inoltre, tra i settori maggiormente in crescita e che si stimano poter essere i più pagati si registrano la formazione, i servizi avanzati ed i servizi commerciali.

Infine, avere un profilo professionale qualificato offrirà maggiori chance di occupazione: secondo le previsioni di Unioncamere, infatti, su 100 persone che troveranno un lavoro entro il 2020, 41 dovranno avere una qualifica elevata (le cosiddette high skill) e saranno 2 in più del 2016.

 

Il lavoro del futuro: come sviluppare le competenze richieste dal mercato

In uno scenario segnato dal cambiamento e dalla tecnologia, dove il lavoro del futuro del 65% dei bambini che oggi vanno a scuola non esiste ancora, è chiaro che le competenze richieste dal mercato avranno a che fare proprio col cambiamento e la tecnologia.

Dalle competenze in ambito business e digital, passando per comunicazione, public speaking, il lavoro futuro delle figure professionali di alto profilo presenterà una trasversalità di competenze senza trascurare la capacità di analisi dei dati.

Se stai cercando o vuoi cambiare lavoro, sviluppare queste competenze può portarti un grande vantaggio competitivo e consentirti di posizionarti sul mercato in maniera efficace.

Uno dei modi più veloci e pratici per acquisire competenze è contattarci e chiedere consiglio al nostro staff  per creare un percorso concreto che ti consenta di apprendere le competenze del futuro lavorando direttamente con le aziende.

Un altro modo efficace è fare chiarezza sui tuoi obiettivi lavorativi con uno strumento professionale per scegliere il lavoro che vuoi.

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Diventa il nuovo CEO di Diesel senza inviare il CV 3 consigli utili e non convenzionali su come trovare lavoro oggi

Essere sempre aggiornati sulle notizie relative all’ambito del recruiting e della ricerca di lavoro, può aiutare sicuramente a trarre informazioni e consigli utili su come trovare lavoro oggi.

È il caso, ad esempio, di una notizia che ha fatto in breve tempo il giro di media e social.

Renzo Rosso il fondatore della Diesel – tra i più noti brand di abbigliamento al mondo – ha deciso di dare la possibilità a chiunque di diventare il nuovo CEO dell’azienda.

Dove la sigla CEO non sta esattamente per Chief Executive Officer, quello che in Italia chiameremmo amministratore delegato, ma bensì per Chair Executive Officer.

Il perché di questa denominazione lo puoi trovare nell’idea del contest.

«I candidati dovranno dimostrare la loro abilità, ma soprattutto la loro creatività, nel sedersi in modo originale su una sedia immaginando sia quella della posizione tanto ambita»

Attraverso una foto o un video condivisi sulla pagina Facebook dell’azienda. parteciperanno alla selezione e potranno vincere una settimana da manager in Diesel.

Un’idea sicuramente ben realizzata dal punto di vista della Brand Awareness e dalla quale puoi prendere spunti interessante per trovare lavoro oggi.

Il contest della Diesel e come trovare lavoro oggi

Dalle dichiarazioni di Renzo Rosso sul contest e sul perché di questa scelta, possiamo trarre alcune informazioni sul mercato del lavoro attuale, sulle dinamiche che lo muovono e su come trovare il lavoro dei propri sogni.

Eccoti alcuni spunti da questa notizia – che ho approfondito nel dettaglio anche nel libro Vincere al Colloquio di Selezione.

3 consigli non convenzionali su come trovare lavoro oggi

Come ti ho anticipato, questa notizia ci porta a guardare oltre e a individuare alcuni punti che spiegano ciò che sta accadendo nel mercato del lavoro ai giorni nostri.

Ecco quindi 3 consigli non convenzionali che puoi applicare subito per trovare lavoro oggi.

1) Trova modi originali per candidarti.

Per candidarti in Diesel non è necessario inviare il CV, ma una semplice foto.

Ora, di sicuro non tutte le selezioni avvengono in questo modo…

Allo stesso tempo, inviare lunghi CV zeppi di certificazioni e esperienze non sempre serve ad ottenere il lavoro che desideri.

Possono contare molto di più la creatività, la determinazione, la voglia di emergere e tanti piccoli dettagli non necessariamente collegati ai soli titoli.

Quindi prendi una posizione lavorativa che ti interessa e domandati: come posso candidarmi in maniera originale per questo lavoro? E trova soluzioni non convenzionali per la tua candidatura.

2) Usa i social network in maniera professionale

La scelta di affidarsi a Facebook per trovare il nuovo CEO non è casuale.

Inutile girarci intorno.

I social network non sono più il futuro nel mondo del recruiting ma il presente.

Se è vero che non siamo ancora al punto in cui la candidatura avviene tramite l’invio del tuo CV al selezionatore su Facebook Messenger…la realtà è che le aziende monitorano costantemente le attività social dei candidati e raccolgono informazioni su di te anche e soprattutto dai tuoi canali social e dalla tua presenza online.

3) Lavora sul tuo Personal Branding

Questo consiglio rappresenta un’evoluzione del precedente e riguarda la tua capacità di farti percepire come autorevole ed unico comunicando in maniera efficace i tuoi punti di forza.

Pensare te stesso come un brand, essere online, utilizzare il tuo sito internet e i canali social come vetrina per il tuo lavoro, entrare in collegamento con professionisti del tuo settore, condividere e testimoniare la tua attività: sono tutte azioni che ti faranno trovare lavoro e contatti con le aziende.

Questi sono solo alcuni dei punti sui quali voglio che inizi a riflettere per andare oltre una semplice notizia e ricavarne informazioni utili per la tua ricerca di lavoro o per dare una svolta alla tua carriera professionale.

Sono argomenti che ho approfondito in Vincere al Colloquio di Selezione e che ho trattato in maniera più dettagliata in questo libro perché ritengo che siano aspetti fondamentali per realizzare i propri obiettivi lavorativi.

La strada per il lavoro dei tuoi sogni è semplice se segui i consigli pratici contenuti in Vincere al Colloquio di Selezione.

Colloquio di lavoro

Colloquio di lavoro: 3 domande chiave e come rispondere

Colloquio di lavoro: che domande mi faranno? Come devo rispondere?
Sono questi i pensieri che passano per la mente quando si sa di dover sostenere un colloquio di lavoro per una posizione lavorativa.

Ovviamente non puoi sapere tutto ciò che il selezionatore ti chiederà, ma uno dei consigli per Vincere al Colloquio di Selezione è sicuramente quello di preparare le risposte alle domande che probabilmente ti faranno.

Un’idea di ciò che potranno chiederti immagino già te la sarai fatta o comunque nella tua esperienza nel mondo del lavoro sicuramente avrai notato delle domande che ti sono state poste a tutti i colloqui che hai sostenuto.

Per questo oggi voglio aiutarti a rispondere a 3 domande chiave che sicuramente ti verranno fatte ad un colloquio di lavoro e che molto spesso ne determinano l’esito.

Colloquio di lavoro: Perché l’azienda dovrebbe assumerti?

Questa è la prima classica domanda che ti voglio segnalare.

Il selezionatore attraverso questa domanda vuole capire perché potresti essere utile all’azienda, che valore aggiunto avrebbe una tua assunzione e quali caratteristiche personali reputi ideali per ricoprire il ruolo.

Ora vuoi sapere come rispondere a questa domanda?

Il mio consiglio è sottolineare i punti di forza del tuo profilo non in assoluto ma relativamente alla ricerca in corso, ovvero le competenze che possiedi per svolgere al meglio la mansione e le caratteristiche individuali che si avvicinano a quelle della persona ideale che stanno cercando.

Colloquio di lavoro: Quali sono i tuoi punti di debolezza?

Così come ti verranno chiesti i punti di forza, molto probabilmente la domanda successiva riguarderà quelli che consideri dei punti di debolezza.

Fare la parte del super-candidato perfetto non ti servirà a niente. Anzi potrebbe essere molto controproducente ai fini della buona riuscita del colloquio.

Ognuno di noi ha aspetti in cui deve migliorare, non solo professionalmente ma anche dal punto di vista personale e sociale.

Per questo ti consiglio di rispondere in maniera sincera, citando aspetti sui quali stai lavorando per crescere in modo da dimostrare anche la volontà di migliorarti.

Nel far riferimento ad alcune debolezze, attenzione che non siano troppo invalidanti rispetto alla posizione per cui ci si sta candidando. Se ti manca una caratteristica importante per il ruolo è meglio sorvolare.

Colloquio di lavoro: Dove ti vedi tra 5 – 10 anni?

Terza domanda che, nella mia decennale esperienza ho fatto e ho visto fare in tantissimi colloqui di selezione, riguarda la prospettiva lavorativa futura.

La risposta a questa domanda varia a seconda della propria esperienza.

C’è differenza tra le ambizioni di un neolaureato e quelle di chi ha già una significativa esperienza professionale alle spalle.

Il consiglio che do in questi casi è dare una risposta quanto più realistica possibile. Inutile mostrare aspirazioni irraggiungibili o comunque di difficile realizzazione. Meglio dare l’impressione di avere obiettivi concreti sia nel breve che nel lungo periodo.

Queste sono solo tre delle domande che molto probabilmente ti verranno fatte a un colloquio di lavoro.

I consigli che hai letto qui sono stati approfonditi nel libro Vincere al Colloquio di Selezione che ho scritto proprio per dare una mano a chi è alla ricerca di lavoro.

Troverai tanti spunti e consigli interessanti per ottenere il lavoro che desideri.

Ti assicuro che, seguendo ciò che ho condiviso con te nel mio libro, vedrai risultati sorprendenti in brevissimo tempo.

Acquistalo qui e scrivimi cosa ne pensi e se ti è stato utile.

A presto!

Usi Facebook come un ragazzino o come un adulto?

Quando si parla di lavoro e, nello specifico, della propria immagine professionale non si può fare a meno di dare un’occhiata ai social network.

Facebook, Instagram, Twitter e Linkedin (giusto per nominare i più noti) non sono solo piattaforme per comunicare e condividere, ma sono delle vere e proprie vetrine, attraverso le quali gli utenti si mostrano al mondo.

Non importa che loro ne siano o meno consapevoli, i social network offrono uno spaccato sulle nostre vite. Ovviamente non si tratta di uno spaccato reale e preciso, ma sempre e comunque filtrato. Da un lato, infatti, è filtrato dalla natura stessa del social network: Marshall McLuhan quando diceva “il medium è il messaggio” intendeva proprio che il veicolo che utilizziamo per inviare una comunicazione influenza la comunicazione stessa. Dall’altro lato è filtrato dall’utente, colui che seleziona e decide cosa pubblicare e con quale modalità.

Derrick DeKerkove, allievo dello stesso McLuhan, parla di società trasparente, ovvero una società nella quale teoricamente chiunque può sapere tutto di tutti, semplicemente con una connessione ad internet.

Proprio a questo riguardo, voglio farti una domanda: tu che immagini offri sui social network?

È una immagine congruente alla tua figura professionale o al ruolo professionale a cui ambisci?

Te lo chiedo, perché ho potuto notare che oggi come oggi si fa un utilizzo dei social network poco funzionale.

Non dico un uso sbagliato, assolutamente, ma un uso che non aiuta l’utente ad ottenere ciò che si desidera.

Ti faccio subito un esempio pratico: il neolaureato che su LinkedIn pubblica il suo impeccabile curriculum, mentre su Facebook posta foto di serate in discoteca, mentre su Twitter scrive battute su quanto è insoddisfatto.

Un HR che andrà cercare i suoi profili troverà quanto meno una certa incoerenza. Poi andrà a spulciare ciò che pubblica e, con buone probabilità, arriverà a queste conclusioni:

– Passa quasi tutte le sue serata facendo le ore piccole

– Beve molto

– Ha un atteggiamento negativo

Chiarisco un punto fondamentale: non è affatto detto che tutto questo sia vero, dico solo che – alla luce di ciò che il nostro protagonista ha pubblicato – questa è l’immagine che offre di sé.

Magari beve solo il fine settimana e solo una birra, ma nelle foto è sempre ripreso così. Magari è un ottimista e le battute che pubblica sono solo un modo di scherzare. Magari va in discoteca solo un paio di volte al mese, ma le foto che pubblicano sono solo questo.

Chi lo osserva non può saperlo e non può fare a meno di farsi un’idea dal materiale che ha a disposizione.

Capisco Roberto, ma Facebook è una pagina personale, io la utilizzo per scherzare con gli amici!”

Ed è un uso lecito e giusto ma, mi ripeto, poco funzionale.

Eppure basta poco a renderlo di colpo funzionale. Ad esempio, puoi crearti un doppio profilo (uno pubblico e uno per gli amici), così come puoi impostare la privacy in modo che a seconda degli utenti possano vedere o non vedere certi post.

Ma questo è il minimo, il minimo che dovrebbe essere dettato dal buon senso!

Alla luce del fatto che siamo all’interno di una società trasparente e del fatto che sei sempre tu ciò a decidere cosa pubblicare, puoi iniziare ad utilizzare i social network con consapevolezza.

E quale immagine dovresti pubblicare di te?

Ovviamente quella più in linea al modo in cui vuoi essere riconosciuto.

Questo vale tanto se sei alla ricerca di un lavoro, quanto se già svolgi una professione. Un mio amico è un bravissimo commercialista che ha la passione della musica: sulla sua pagina Facebook posta quasi unicamente foto di lui che suona e sai qual è il risultato? Quando qualcuno mi parla di lui dice sempre cose di questo tipo: “E’ proprio un tipo simpatico, ma non lo prenderei mai come commercialista?

E sai perché? Perché dicono che è poco serio!

Ma ti assicuro che non è affatto così, eppure questa è la percezione che gli altri ne hanno.

Alla luce di questo possiamo prendercela con gli altri, lamentandoci che non sanno andare oltre le apparenze. Oppure possiamo accettare questo dato di fatto, e iniziare ad agire di conseguenza.

È un po’ come decidere se usare i social network come un adulto o come un bambino.

Tu cosa preferisci?

Se vuoi saperne di più su come renderti attraente agli occhi dei selezionatori del personale, clicca qui e scopri tutti i segreti che gli HR non vogliono che tu conosca!